The Project Gutenberg EBook of Il frutto acerbo, by Roberto Bracco

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Title: Il frutto acerbo
       Commedia in tre atti

Author: Roberto Bracco

Release Date: July 23, 2013 [EBook #43285]

Language: Italian

Character set encoding: ISO-8859-1

*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IL FRUTTO ACERBO ***




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                            ROBERTO BRACCO

                                TEATRO

                             VOLUME QUINTO


                    MATERNIT -- =IL FRUTTO ACERBO=


                         3 EDIZIONE RIVEDUTA.



                        REMO SANDRON -- Editore
                       Libraio della Real Casa
                        MILANO-PALERMO-NAPOLI




PROPRIET LETTERARIA

_I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per tutti i
paesi, non esclusi i Regni di Svezia e di Norvegia._

 assolutamente proibito di rappresentare questi lavori senza il
consenso scritto dell'Autore _(Art. 14 del Testo Unico 17 Settembre
1882)_.

Published in Palermo, 10th. June. Privilege of Copyright in the United
States reserved under the Act approved March 3rd. 1905, by Roberto
Bracco and Remo Sandron.

OFF. TIP. Sandron -- 41 -- I -- 310113.




IL FRUTTO ACERBO

Commedia in tre atti.

Rappresentata per la prima volta al teatro _Sannazaro_ di Napoli dalla
Compagnia di VIRGINIA REITER, nell'aprile del 1904.




PERSONAGGI:

    TILDE RICCHETTI
    ERNESTO RICCHETTI _suo marito_
    GUSTAVO FRANCHESI
    NINO LOVIGIANI
    BICE, _sorella di_ TILDE
    CAMERIERI D'UN HTEL A SORRENTO
    CAMERIERA DI CASA RICCHETTI

La scena, al primo atto,  a Sorrento. Al secondo e al terzo atto,  a
Napoli.

Dal secondo al terzo atto, passano sei mesi.




ATTO PRIMO.

_Un salotto dell'appartamentino che Tilde Ricchetti occupa in un htel
di Sorrento. -- Seggiole leggere, seggiole a bracciuoli, un sof, una
tavola con su giornali, riviste, libri e oggetti di scrittoio. Una sola
porta a destra, una sola porta a sinistra. Nel centro della parete di
fondo, un'ampissima finestra nel cui vano l'azzurro luminoso del cielo
brulica di scintille, come per una festa dell'aria. Di su, dal parapetto
della finestra, verdeggiano nel sole le cime degli aranci e dei limoni
del giardino sottostante._


SCENA I.

TILDE _e_ NINO. _Poi_ UN CAMERIERE _dell'htel_.

_(Quando si alza il sipario, la scena  vuota. Si ode cantare, a grande
lontananza, l'ultima strofa dell'antica canzone_ Santa Lucia _con
accompagnamento di chitarra e mandolino.  una delle canzoni che i
forestieri sogliono chiedere ai cantori ambulanti napoletani:)_


            O dolce Napoli,
            O suol beato
            Ove sorridere
            Volle il creato,
            Tu sei l'impero
            Dell'armonia.
            Santa Lucia!
            Santa Lucia!

    CORETTO-- Tu sei l'impero
            Dell'armonia,
            Santa Lucia!
            Santa Lucia!

    _(Poi un minuto di silenzio.)_

TILDE

_(entra dalla porta a destra, quasi come fuggisse. Si lascia cadere sul
sof, abbandonando la fronte alla spalliera, col viso tra le mani, e
mormorando:)_ Che cosa ho fatto! Che cosa ho fatto!

NINO

_(in costume di ciclista -- dopo qualche istante -- entra dalla stessa
porta e resta interdetto, mortificato, non sapendo in che modo
regolarsi. Indi balbetta:)_ Tilde!... Signora Tilde!... Signora
Ricchetti!... Fatevi coraggio!... Ve ne supplico.... Fatevi coraggio!...
Voi dimenticherete.... Io dimenticher....

TILDE

_(voltandosi di botto)_ Ah? Saprete anche dimenticare?

NINO

No.... Dicevo soltanto per confortarvi. Vi vedo afflitta.... Vi vedo
desolata....

TILDE

Per voi,  un nonnulla ci che  accaduto?

NINO

Per me?... Per me  un avvenimento straordinario!

TILDE

Ma ci pensate voi? Ci pensate?

NINO

Io ci penso.

TILDE

Noi non ci conosciamo che da quindici o sedici giorni.  enorme! E poi,
chi siete voi? Chi siete? Siete un ragazzo.

NINO

Questo no!

TILDE

S, s, un ragazzo, perch un uomo alla vostra et non  che un ragazzo.
E io mi sono lasciata prendere da voi cos... come un giocattolo.

NINO

Ma che giocattolo! Io vi amo.

TILDE

_(adiratissima)_ Con una violenza da bambino impertinente e maleducato!

NINO

_(si mortifica sempre pi e non osa guardarla.)_

TILDE

 inutile oramai che vi atteggiate a timidit. A chi credete di darla a
bere con quella faccia da seminarista?

NINO

Io non....

TILDE

Silenzio! _(Pausa.)_ Ah! io lo so quello che vorreste dirmi. Voi
vorreste dirmi che non ce ne avete avuto colpa che per met. Vorreste
dirmi che se io vi avessi respinto con uguale violenza, che se vi avessi
dato un pugno in un occhio, forse ora non avrei niente a deplorare. Con
quella impudenza che vi distingue, sareste capace di dirmele queste
cose: non  cos? _(Breve pausa.)_ Ma parlate, Dio buono! Confermate,
rettificate, negate, aprite la bocca per farne venir fuori una parola
qualunque.

NINO

Mi avete detto: silenzio!.

TILDE

Voi obbedite soltanto se vi torna conto di obbedire. Perch non mi avete
obbedito stamane?

NINO

Quando?

TILDE

Quando vi ho ordinato di non accompagnarmi fin qui; quando vi ho
ordinato di lasciarmi almeno rientrar sola. Per la vostra cocciutaggine,
avete voluto accompagnarmi sino all'albergo. Avete voluto introdurvi
nelle mie stanze. Alle dieci del mattino, capite!

NINO

Capisco.

TILDE

Alle dieci del mattino!... In un albergo.... Voi tenete a sembrare un
giovanotto? Ebbene, rispondete: s' mai visto un giovanotto introdursi
nelle stanze d'una signora alle dieci del mattino?

NINO

No... non s' mai visto.

TILDE

Ne convenite, eh?

NINO

Ne convengo... perch, difatti, non sono stato visto neanche io. Gi,
sino a oggi, Sorrento  come se fosse vuota. I villeggianti non sono
ancora venuti. Ci sono dei forestieri; ma i forestieri....

TILDE

Non hanno occhi per vedere?

NINO

No, non li hanno. Li hanno, cio, per vedere i panorami; ma voi non
siete un panorama, e neppure io. Intanto, i forestieri di questo
albergo, nel momento in cui entravamo, erano tutti sul terrazzo a sentir
cantare, a guardar Napoli col cannocchiale, a contemplare il pennacchino
del Vesuvio....

TILDE

E le persone di servizio?

NINO

Attraversando le sale e i corridoi, non ne abbiamo incontrata nessuna.

TILDE

Tutto questo non attenua l'irregolarit del vostro procedere, non
diminuisce le proporzioni del disastro. Dio! Dio mio! In un albergo!...
In un albergo!...

NINO

Tuttavia, voi siete qui come in casa vostra. Avete il vostro
appartamentino privato.

TILDE

Silenzio! Non sapete trovare una sola parola di vero conforto. Se almeno
vi mostraste pentito di avermi trascinata cos in basso! Ma niente! Voi
non ne avete la coscienza. Da quel ragazzo che siete, avete appunto la
crudelt inconsapevole di certi ragazzi. Siete crudele, s, siete
crudele: orribilmente crudele! _(Quasi piangendo)_ Ah, poveretta me: che
cosa ho fatto! che cosa mi avete fatto fare! _(Abbandona di nuovo la
fronte sulla spalliera del sof, col viso tra le mani, piagnucolando.)_

NINO

_(dopo essere stato qualche istante stupidamente indeciso, si getta d'un
subito ginocchioni.)_ Ecco qua, lo vedete, sono in ginocchio. Io mi
pento... mi pento di tutto.... Che devo dirvi?... Sono un vero
sciocco.... Non so esprimermi.... Ma vi accerto che il mio pentimento 
sincero.... Non mi sgridate pi. Mi fa male. Mi fa molto male. E
all'idea di avervi dato un dispiacere, non ci resisto. Via, Tilde...
signora Ricchetti.... Ditela ora voi a me una parola di conforto.

    _(Pausa.)_

TILDE

_(tenendo ancora il viso tra le mani e la fronte sulla spalliera, con
voce mite, quasi affettuosa)_ Mi promettete di non farlo pi?

NINO

Ve lo prometto.

TILDE

Mi promettete di essere obbediente... rispettoso?

NINO

Ve lo prometto.

TILDE

Non avete niente da soggiungere?

NINO

S.

TILDE

E allora... soggiungete.

NINO

Vorrei essere sicuro....

TILDE

Di che?

NINO

Del vostro perdono.

TILDE

_(un po' scontenta)_ Solamente di questo?... E sia. Contateci.

NINO

Ah! Grazie! Grazie! Grazie! _(Le si accosta, camminando sulle ginocchia
e allungando le braccia e il collo)_ Come siete indulgente! Come siete
gentile! _(La circonda e la baciucchia nella foga della gratitudine.)_

TILDE

_(voltandosi irritata)_ Ma che fate?! Siamo da capo?

NINO

    _(desiste subito e resta immobile.)_

TILDE

_(con mutamento rapido e con uno slancio infrenabile)_ S, s, siamo da
capo, siamo da capo _(gli piglia le mani)_ e cos deve essere, e non
vorrei che fosse diversamente. Venite qua. Vicino a me. In ginocchio,
no, no! Mai pi in ginocchio. Voi non avete nulla da farvi perdonare.

NINO

_(levandosi con gioia franca e gioconda)_ Davvero?

TILDE

S, davvero.

NINO

_(sedendole accanto)_ Ah! Quale felicit! Quale immensa felicit!

TILDE

_(commossa e festosa)_ La mia bocca diceva una cosa e io ne sentivo
un'altra. Sentivo di dover rimproverare me stessa e rimproveravo voi.
Ma, dopo questa piccola crisi, per fortuna, sento di non dovere pi
rimproverare n me n voi. Che siate un _bb_,  certissimo. Che io sia
un po' vecchierella al paragone vostro,  ugualmente certo. Voi avete
diciannove anni; io ne ho gi... ventotto. Eppure, che monta? Ci sono
oramai e ci resto. Non voglio che vi pentiate. Non voglio che siate
obbediente. No! Disobbeditemi sempre che ne avete l'impulso.  la vostra
disobbedienza di bambino che mi ha liberata in cos poco tempo; e
nessuna astuzia di seduttore avrebbe potuto ottenere ci che hanno
ottenuto la vostra timidit e la vostra audacia. Oh! l'audacia del
timido!... Che sollievo qualche volta per una donna!

NINO

Dunque, non mi proibite d'amarvi? Dunque, mi amate? _(Stringendola fra
le braccia)_ Tilde! Tilde!...

TILDE

_(svincolandosi)_ State attento: mi soffocate.

NINO

Comandatemi di star tranquillo, affinch io abbia... l'impulso della
disobbedienza.

TILDE

Di gi!?

NINO

Come di gi?

TILDE

Non sar passata che una mezz'ora da che mi avete cos bene disobbedito.

NINO

Io vorrei disobbedirvi... ogni dieci minuti!

TILDE

Pazzo che siete! _(Con grazia tenera)_ Ma adesso _bb_, sentite, vi
mando via. _(Si alza.)_ Debbo provvedere a cento cose. Debbo riparare un
po' al disordine della mia _toilette_.... Debbo scrivere a mio
marito....

NINO

_(alzandosi)_ A vostro marito?!

TILDE

Avete dimenticato che ho un marito?

NINO

S, quanto ad avere un marito, va bene: passi. Ma, scrivergli! Proprio
oggi poi!...

TILDE

 il meno che io possa fare per lui.

NINO

Non avrete nulla da dirgli.

TILDE

Gli scriver di voi.

NINO

_(con un moto di timor panico)_ No!

TILDE

Ho da preparare il terreno, io. Questo ufficio sgradevole, purtroppo,
spetta a me. Comincer col mettervi in buona luce. Gli racconter....

NINO

Quello che  accaduto?!

TILDE

Ma dove avete la testa? Gli racconter che vi ricevo spesso, che vostra
madre da Roma mi ha tanto pregata d'essere gentile con voi; gli
racconter che siete venuto qui per divagarvi dopo aver compiuti i
vostri stud.... A proposito, _bb_, quali stud avete compiuti?

NINO

_(con orgoglio)_ Nessuno! Io voglio fare il letterato.

TILDE

Meglio! Dir che siete qui per lavorare.

NINO

_(con ardore)_ Per scrivere... un gran poema.

TILDE

In bicicletta?

NINO

Vicino a voi!

TILDE

In versi sciolti?

NINO

... In tutti i versi!

TILDE

In tutti i versi,  un po' grave.

NINO

_(aprendo le braccia per abbracciarla)_ Perch, vicino a voi, io non so,
ma....

TILDE

_(difendendosi graziosamente con le mani protese)_ La continuazione al
prossimo numero.

NINO

_(malcontento)_ Quando?

TILDE

Stasera.

NINO

Fino a stasera dovr aspettare?

TILDE

Verrete un po' prima di sera. Verrete a veder tramontare il sole.

NINO

Ci sar sempre da aspettar molto. Se il sole mi facesse il favore di
tramontare a mezzogiorno....

TILDE

Ma _bb_ dev'essere ragionevole.

NINO

No, decisamente, quel _bb_ non mi piace.

TILDE

Piace a me, e basta!

NINO

Io crederei....

TILDE

_(interrompendolo)_ Silenzio!!

NINO

E gi: come di solito. Quando sto per dire qualche cosa di serio,
silenzio!.

TILDE

_(dopo breve pausa)_ Vogliamo venire ad un accomodamento? Io vi chiamer
_bb_, vostro malgrado, sempre che queste due sillabe carine mi
verranno sulle labbra, e in compenso, stamane, v'invito a fare colezione
con me.

NINO

_(con gli occhi luminosi)_ Colezione con voi? Non a _table-d'hte_?

TILDE

Qui, qui, soltanto con me, in questo salotto.

NINO

_(folleggiando)_ In questo salotto?! Come due sposini?!... Come due
sposini in tutto e per tutto?!... Io grider per le vie la mia gioia.

TILDE

Prima di gridarla per le vie, andrete a vestirvi correttamente. Non
crederete che in cotesti arnesi si possa far colezione con una signora.
E poi, un uomo in costume di ciclista rassomiglia sempre un po' a una
donna travestita da uomo.

NINO

Io rassomiglio a una donna?! Vado subito a mutare d'abito.

TILDE

Attento nell'uscire! Che i camerieri non vi vedano.

NINO

Un'idea! Esco dalla finestra. Scavalco il parapetto e, con un salto, me
la svigno per il giardino, dove non c' mai un'anima viva.

TILDE

No no, potreste cascar male.

NINO

Siamo quasi a pianterreno e sotto la finestra c' anche un arancio che
pu aiutarmi con i suoi rami.

TILDE

No, _bb_, avrei paura. Lasciate stare la ginnastica. Piuttosto...
facciamo la spia. _(Va alla porta a sinistra. Apre. Sporge la testa al
di fuori. Indi, a voce bassa:)_ Il cammino  libero. Profittate.

NINO

_(prendendo il suo berretto)_ Arrivederci.

TILDE

_(stringendogli la mano)_ Arrivederci!... Non perdete tempo.

NINO

_(indugiando)_ Neanche un bacio?

TILDE

Per carit! Con l'uscio aperto!

NINO

Vi avverto che, dopo colezione, vi disobbedir molto.

TILDE

Quanto vorrete!

NINO

    _(fa per baciarla.)_

TILDE

    _(si scansa con severit.)_

NINO

    _(esce.)_

TILDE

_(chiude la porta. Resta un po' pensosa. Poi, scacciando le
preoccupazioni, ha un gesto come per dire: tanto  fatta! -- Respira ed
esclama:)_ Ah s! N'era tempo! _(Tocca il bottone del campanello
elettrico.)_

    _(Alla porta a sinistra si picchia discretamente.)_

TILDE

Avanti, avanti.

    _(Entra un cameriere dell'htel.)_

TILDE

La colezione, a mezzogiorno. Per due.

IL CAMERIERE

Sta benissimo. _(Esce.)_

TILDE

    _(volta la chiave dell'uscio, ed esce a destra.)_

_(Dopo qualche istante, si vede comparire la testa di Nino di l dal
parapetto della finestra. Poi, sul parapetto, se ne vedono le mani e le
braccia. Poi, mezza la persona. Egli scavalca, ed eccolo un'altra volta
dentro. Si toglie il berretto. Si avanza timoroso. Come pentito, torna
indietro. Ci ripensa. Torna ad avanzarsi. Va per picchiare alla porta a
destra. Riflette che sarebbe sconveniente. Desiste. E, risolutamente,
siede!)_

TILDE

_(entra, ancora intenta alla sua toilette, mettendosi una cintola o
annodandosi un nastro. Alzando gli occhi e vedendo Nino, ha un
sussulto.)_ Ancora?!

NINO

    _(si drizza d'un subito.)_

TILDE

Ma, se ho chiusa io stessa la porta con la chiave!... Per dove siete
entrato?

NINO

No... io non sono entrato.

TILDE

Non siete entrato?!

NINO

Non sono entrato per la porta, ecco.

TILDE

_(indicando la finestra)_ Vi siete arrampicato per i rami dell'arancio?!

NINO

    _(col capo fa cenno di s.)_

TILDE

Come uno scimpanz?

NINO

    _(fa un altro cenno affermativo.)_

TILDE

_(compiaciuta e, nondimeno, ostentando severit)_ Ma io dico: non vi
pare che, in fin dei conti, sia un po' troppo?

NINO

Per non compromettervi....

TILDE

S'era per stabilito che sareste andato al vostro _htel_ per mutare
d'abito e che sareste venuto a colezione in forma ufficiale.

NINO

Per non compromettervi....

TILDE

E dgli. Com' che credete di non compromettermi con queste pazzie?

NINO

Nessuna pazzia. Tutt'altro! Ho dimenticato nella vostra stanza da
letto... il cosino....

TILDE

Che cosino?

NINO

... La targhetta che avevo qui all'occhiello della giacca: il distintivo
del Touring-club. Ricordate? Me l'avete fatto togliere perch... in quel
momento... vi dava fastidio: urtava... non so dove.

TILDE

Avreste potuto riprenderlo pi tardi il cosino.

NINO

E se qualche cameriera l'avesse trovato nella vostra stanza? Non era
forse una compromissione? Voi non appartenete mica al Touring-club.

TILDE

Approvo la vostra scrupolosit; ma non c'era da allarmarsi per questo.

NINO

Posso andare a riprenderlo?

TILDE

Andateci.

NINO

Non sarebbe meglio... andarci insieme?

TILDE

Ah no! Ah no! Ci andate solo. E alla svelta!

NINO

_(rassegnato)_ Alla svelta. _(Esce lentissimamente dalla sinistra.)_

TILDE

_(tra s, sorridendo)_ Santa pazienza!

_(Un silenzio.)_

TILDE

Avete trovato?

NINO

_(dalla stanza attigua)_ S.

TILDE

Sia lodato il cielo! _(Aspetta. Ma Nino non si decide a lasciare quella
stanza. Ella gli grida:)_ Io vorrei sapere che diavolo fate l dentro.

NINO

_(come sopra)_ Odoro.

TILDE

Ma che cosa odorate!

NINO

Tutto.

TILDE

_(in tono di comando, battendo un piede a terra)_ Venite qua! Venite
subito qua!

NINO

_(entra, quasi continuando ad annusare ed estasiandosi.)_

TILDE

Ingordo!

NINO

Invece, io... mi accontento di quello che trovo.

TILDE

Ma questo non  trovare: questo  saccheggiare. Starete fresco in
avvenire!...

NINO

Perch? Mi spaventate.

TILDE

Quando non sar pi sola, non potrete essere invadente come siete
adesso, non potrete dar la scalata alle mie stanze, non potrete cacciare
il naso... dove vi pare e piace....

NINO

Io mi auguro, intanto, che vostro marito non ci venga in campagna.

TILDE

E in citt, non vivo forse con mio marito e con la mia sorellina? Senza
contare la zia marchesa che abita nel medesimo palazzo. Addio follie!
Addio libert!

NINO

No, no, vi prego: non ci voglio pensare!

TILDE

Saremo obbligati ad amarci con prudenza, con parsimonia....

NINO

Mi fate venire i nervi, signora Tilde. Tacete!

TILDE

E poi pretendereste che non vi si chiamasse _bb_?

NINO

_(nervosissimo)_ Sono pi uomo di tanti altri e non merito questa
offesa! Voi volete tormentarmi.... Addio, addio!... _(Si avvia per
uscire.)_

TILDE

Ma non siate davvero cos bambino quando io tocco un argomento su cui 
pi che necessario intenderci.

NINO

    _(si ferma.)_

TILDE

_(rifacendolo)_ Sono pi uomo di tanti altri! Se lo siete, mettete i
capriccetti da parte e guardate con seriet la situazione in cui ci
troviamo. Noi non potremo aver pace che a condizione di rassegnarci a
qualche sagrifizio. Io adoro la vostra giovent. E giacch ho spezzati i
freni, piacerebbe anche a me un po' di spensieratezza. Ma come si fa?
Non ci sar permesso. Bisogner essere accorti, bisogner,
disgraziatamente, ricorrere alle piccole vilt, alle finzioni,
all'astuzia. Voi non siete astuto? Imparerete. Prima di tutto, per
esempio, avrete cura di affiatarvi con mio marito.

NINO

_(col broncio)_ In che modo?

TILDE

Fingerete... d'aver le sue idee, i suoi gusti, le sue opinioni, le sue
abitudini....

NINO

E cos...?

TILDE

Cos, a poco a poco, conquisterete la sua amicizia.

NINO

Io non ci tengo.

TILDE

Sar increscioso. Sar increscioso per voi come per me, sar perfino
disgustevole, ma dovete diventare amico suo.  il metodo migliore. 
quello adottato da tutte le persone per bene. E poi, nel caso nostro,
che cosa ci sarebbe di pi pratico? Voi vorrete vedermi il pi spesso
possibile. Voi vorrete essere sempre sulle mie tracce. E dunque? Se
riuscirete ad appiccicarvi al soprabito di mio marito, il problema sar
risoluto.

NINO

_(tuttora imbronciato)_ Mi ci appiccicher.

TILDE

E avrete raggiunta la perfezione del metodo quando sarete la sua ombra,
quando sarete la sua eco, senza esitazioni, senza paure....

NINO

Sar tutto quello che volete, ma, dentro di me, io l'odier! Gi, me lo
immagino. Deve essere un uomo insopportabile.

TILDE

 un uomo piuttosto simpatico, invece.

NINO

_(astioso)_ Anche simpatico?

TILDE

Il suo torto  di avere cinquantadue anni.

NINO

_(seccato)_ Ah, non  mica un vecchio.

TILDE

A vederlo, no.

NINO

A vederlo, no. E poi?...

TILDE

E poi... lo .

NINO

Me lo dite per non addolorarmi.

TILDE

Ve lo dico perch  la verit. E credete che io sarei sdrucciolata cos
se fossi stata ancora veramente la moglie di mio marito?

NINO

_(sorpreso, rianimandosi)_ Come, come?... Fra voi e lui...?

TILDE

Fra me e lui il matrimonio non  oramai che... una conversazione.

NINO

_(con subitanea gaiezza)_ Una conversazione!?

TILDE

Vi mettete in allegria, adesso?...

NINO

Ne gioisco! Io non speravo tanto.  bellissimo, parola d'onore!

TILDE

Voi gioite delle sventure altrui; ma non si sa mai!...

NINO

Cio, un momento.... Spiegatevi.

TILDE

L'uomo, Ninetto mio,  una _bote  surprises_. Ogni volta che si apre
questa _bote_, si ha una sorpresa. Viene poi un giorno in cui la si
apre e non vi si trova... pi niente. E quella  la sorpresa finale.

NINO

_(protestando)_ No, no! Non facciamo confusioni....

    _(Si ode picchiare alla porta.)_


SCENA II.

TILDE, NINO, UN CAMERIERE, _poi_ ERNESTO


TILDE

_(levandosi)_ Zitto! Hanno bussato. _(A voce alta)_ Chi ?

IL CAMERIERE

_(di fuori)_ Nella sala di lettura c' un signore che cerca di lei.

TILDE

_(sottovoce, quasi tra s)_ Una visita! A quest'ora? _(Al cameriere,
attraverso l'uscio)_ Il nome di questo signore?

IL CAMERIERE

Non ne ha.

TILDE

Ma che dite?

IL CAMERIERE

Gliel'ho domandato. Non mi ha risposto.

TILDE

Sar stata una distrazione. Fatevi dare la sua carta.

IL CAMERIERE

Prover.

TILDE

_(a Nino)_ Se  un amico, devo riceverlo qui. E voi? Per la porta non
potete uscire perch vi s'incontrerebbe certamente, e, nella mia stanza
da letto, non potete nascondervi perch rimarreste in trappola chi sa
per quanto tempo.

NINO

Ma io me ne vado comodamente per dove sono entrato.

TILDE

E s: per questa volta non c' che la finestra.

NINO

_(con solennit comica)_ La finestra!!

TILDE

_Bb_, tu sei un eroe!

NINO

_(correndo difatti alla finestra, gioiosamente)_ Io sono uno scimpanz,
e me ne vanto!

TILDE

Aspetta. Ti aiuto. Non c' nessuno gi?

NINO

_(si affaccia)_ S.

TILDE

_(impaurita)_ Chi c'?

NINO

Un asino.

TILDE

Stupido! _(Lo raggiunge per aiutarlo.)_

NINO

_(celiando)_ Se raglia, siamo perduti! _(Scavalca il parapetto.)_

TILDE

_(sostenendolo per le ascelle)_ Attento, _bb_!... Dove mettete il
piede?

NINO

Non lo so. _(Profittando della posizione le d un bacio.)_

TILDE

Questo bacio ve lo faccio scontare!

IL CAMERIERE

_(di fuori, picchiando)_ Signora, ho qui la carta di quel signore.

NINO

_(a lei)_ Ne parleremo dopo colezione. _(Sparisce.)_

TILDE

_(dalla finestra, tutta gioconda)_ Mostro! _(Col viso acceso, corre alla
porta a sinistra. Apre.)_

IL CAMERIERE

_(avanzandosi, le porge la carta in un vassoio.)_

TILDE

_(la prende e legge. Ha una scossa ed esclama:)_ Ma questo  mio marito!

ERNESTO

_(di dentro, sganasciandosi dalle risa)_ Ah ah ah ah.... Chi avevi
creduto che fosse? _(Entra, continuando a ridere.)_

IL CAMERIERE

    _(esce.)_

TILDE

_(comprimendo la sua rabbia e nascondendo la sua emozione)_ Scusa, non
ci arrivo. Perch tante storie?

ERNESTO

Ho pensato che la visita antimeridiana d'un estraneo t'avrebbe seccata
non poco e ho voluto farti paura. Uno scherzo, insomma. Sono di
buonissimo umore.

TILDE

Me ne compiaccio.

ERNESTO

E vengo... a godermi la vita!

TILDE

Con me?

ERNESTO

Con te.

TILDE

Vieni per restare?

ERNESTO

Per restare, beninteso. Le mie valige arriveranno pi tardi... e sono
molte! _(Canticchia)_ Trallal l l, trallal l l....

TILDE

_(rodendosi)_ Il numero delle valige non ti riconcilier certo con la
campagna che hai sempre odiata. Ti annoierai.

ERNESTO

Nossignora!... Non mi annoier. Trallal l l, trallal l l.......

TILDE

_(guardandolo curiosamente)_ Ma che  trallal l l?

ERNESTO

Che  trallal l l?  il benessere,  la salute,  la forza! Non mi
vedi?

TILDE

Ti vedo.

ERNESTO

Come ti sembro?

TILDE

Come eri. Tale e quale.

ERNESTO

Ah no! Non hai l'occhio clinico. Da parecchio tempo io non mi sentivo
cos bene.

TILDE

Tu me lo dici e io ti credo.

ERNESTO

E non ne provi una consolazione?

TILDE

Certamente. _(Siede presso il tavolino.)_

ERNESTO

Ti do un consiglio: abbracciami.

TILDE

Io non ci penso neppure. _(Prende un libro.)_

ERNESTO

Va l! Non dissimulare. Tu desideri ardentemente di abbracciarmi. La
solitudine non  per te. L'aria ossigenata non ti basta. Non di sola
aria... vive la donna! Guarda come ti riduci! Hai dei lividi qui _(si
tocca sotto gli occhi)_ che mi rivelano... tutto! Nella solitudine, tu
deperisci, mia cara. Vuoi rifiorire?... Abbracciami.

TILDE

    _(apre il libro come per leggere.)_

ERNESTO

_(togliendole di mano il libro senza bruschezza)_ Non metterti a
leggere, Tilde. Non ci vediamo da tanti giorni! Sii un po' graziosa.
_(Pausa)_ _(Sedendole accanto)_ Sai che cosa sono io?

TILDE

Pi o meno, lo so.

ERNESTO

Tu credi di saperlo, ma mi calunni. Io sono... un nevrastenico. Niente
altro. Cio, rettifico: ora non lo sono pi. O, meglio, lo sono e non lo
sono. La natura del nevrastenico -- mi ha detto il dottore -- ci  sempre,
e devo stare in guardia. Ma dopo la cura che ho fatta, ho guadagnato il
cento per cento. Se io non fossi sicuro d'essere la stessa persona che
ero, non mi riconoscerei pi. E sai qual' la cura che ho fatta?

TILDE

_(lievemente)_ No.

ERNESTO

L'elettroterapia! Elettricit, senza risparmio. Correnti elettriche...
da per tutto. E non vanno via, no! Restano dentro. Io mi sento pieno di
correnti. Suppongo che se di notte mi si applica una lampada, io sono
buono ad illuminare un tunnel. Fa miracoli, mia cara Tilde, la scienza
moderna.

TILDE

Per i mariti antichi.

ERNESTO

Per i mariti antichi che abbiano delle qualit resistenti come le ho io.

TILDE

Tu hai delle qualit resistenti?!

ERNESTO

S che le ho.

TILDE

Dimmene una.

ERNESTO

Te ne dico una che  rarissima: _(con prosopopea)_ la fedelt!

TILDE

Ah, senti:  il colmo dell'improntitudine!

ERNESTO

Sospetti che io abbia dei capricci fuori di casa?

TILDE

Dei capricci, tu?! Sta tranquillo: so bene che non  verosimile.

ERNESTO

Dunque, non sono infedele.

TILDE

Per la medesima ragione per cui non sei neppure fedele.

ERNESTO

Ecco il solito pessimismo che mi paralizza! Tu sei pessimista. Tu sei...
oscurantista. Nelle tue parole non manca mai l'idea che ti sei fitta in
mente: cio che io sono un ferro vecchio, che io sono arrugginito, che
io non so amarti pi. A via di ripetermelo, ne hai persuaso anche me. Il
medico appunto questo mi spiegava: -- Voi siete impressionabile come
tutti i nevrastenici. Se vi si ripete, mettiamo, che non potete
camminare, ve ne convincete voi pi di ogni altro... e non camminate
davvero. Dovreste pregare chi vi vuol bene di non impressionarvi a
vostro svantaggio. Altrimenti, siete perduto. E tu, al contrario, oggi
come sempre, non fai che impressionarmi nel modo pi... debilitante. Mi
cascano le braccia.

TILDE

Me ne duole assai; ma non per te.

ERNESTO

E per chi?

TILDE

Per le correnti elettriche.

ERNESTO

_(cercando di aver fiducia in s stesso)_ Verr, verr il momento in cui
non le piglierai pi in canzonella!

TILDE

E la nevrastenia? E le impressioni? E il mio pessimismo? Il mio
oscurantismo?

ERNESTO

Quando avr la ferma volont d'infischiarmene, me ne infischier. Non
sorger il sole di domani se io non ti avr dimostrato che so amarti
freneticamente, furiosamente.

TILDE

Tra gli altri guai, c' che ne parli troppo di questa cosa.

ERNESTO

Te ne ho parlato per difendermi.

TILDE

Ma continui a parlarmene.

ERNESTO

Soltanto per dirti quello che certamente far.

TILDE

_(sentenziando argutamente)_ Chi lo dice, non lo fa.

ERNESTO

_(alzandosi)_ Santi numi del cielo, sei implacabile!

TILDE

    _(riprende il libro e lo riapre.)_

ERNESTO

_(passeggiando nervosamente)_ Chi lo dice, non lo fa! Io non intendo
che gusto ci trovi a crearmi queste prevenzioni che hanno sempre messo
del ghiaccio fra me e te.  una illegalit! _(Poi, a un tratto,
assumendo un aspetto orgoglioso)_ Or bene, Tilde, io rompo il ghiaccio e
vado avanti! _(Si slancia appassionatamente su lei.)_

TILDE

Ahi!... Mi hai pestato un piede.

ERNESTO

Accidente anche ai piedi! _(Si allontana dicendo quasi tra s:)_ 
bell'e finita: mi sono smontato. _(Le si riavvicina con cortesia
affettuosa)_ Ti ho fatto male? Ti ho fatto molto male? Senti dolore?

TILDE

Non ti accorare. Sono dolori che passano. Pensa piuttosto che il mio
piede ti ha trattenuto sull'orlo del precipizio. Ma  forse questa l'ora
pi adatta per rompere il ghiaccio?  incredibile che la tua carriera di
uomo non ti ammonisca. E poi, stammi a sentire: Non ti ci fissare.
Distraiti. Scegli qualche argomento diverso per discorrere con me. Ci
ti curer la nevrastenia meglio di tutti gli espedienti a cui sei
ricorso fino adesso.

ERNESTO

_(siede lontano, contrariatissimo._ -- _Pausa)_ Dimmi tu stessa, in
questo momento, per esempio, di che cosa dovrei discorrere.

TILDE

_(alzandosi)_ Avresti dovuto gi darmi notizie di casa nostra.

ERNESTO

_(seccamente)_  piena di polvere.

TILDE

Perch?

ERNESTO

Perch i domestici non spolverano.

TILDE

Ma io desidero notizie di mia zia, di mia sorella...

ERNESTO

_(balza in piedi percotendosi la fronte con la mano)_ Bestia che sono!
Avevo completamente dimenticata la commissione di tua sorella e di tua
zia.

TILDE

Di che si tratta?

ERNESTO

D'una novit importantissima. C' in campo un matrimonio.

TILDE

Per mia zia?!

ERNESTO

Per tua sorella.

TILDE

_(indignandosi)_ E io non ne so nulla?!

ERNESTO

Sono io appunto incaricato d'informartene.

TILDE

Ma che! Sar una semplice chiacchiera. Bice  appena uscita di collegio.
Non ci mancherebbe altro! E poi, l'averla io affidata per qualche mese
alla zia non vuol dire che rinunzio al diritto e al dovere di guidarla
in ogni suo passo.

ERNESTO

Una semplice chiacchiera non . Iersera, Gustavo Franchesi fece la sua
brava dichiarazione alla ragazza, e, con molta correttezza, ne parl
subito alla zia, sollecitando un abboccamento con te.

TILDE

_(meravigliata)_ E la piccina?

ERNESTO

La piccina piangeva di gioia e si lasciava asciugare le lagrime da lui
con un fazzoletto all'opoponax. Quando vorrai ricevere il pretendente,
non avrai che a recarti per un giorno a Napoli o ad invitarlo a venir
qui, il che sarebbe pi semplice.

TILDE

Io sono intontita.

ERNESTO

Eppure, tua sorella te ne aveva scritto spesso di Gustavo Franchesi.

TILDE

Mi aveva scritto che le era stato presentato dalla zia e in due o tre
lettere, con una certa compiacenza bambinesca, aveva accennato alle
cortesie di costui. Nulla di saliente. Come mai in meno d'un mese il
cuore di questo signore e il cuore di questa ragazza hanno fatto tanto
cammino!?

ERNESTO

In automobile.

TILDE

_(austera)_ Ti prego di prendere sul serio il cuore di mia sorella.

ERNESTO

E che devo sposarla io? Del resto,  stato proprio cos. La zia ha fatto
quasi ogni giorno una gita in automobile con tua sorella ed ha sempre
invitato Gustavo Franchesi. In automobile, capirai... si fa presto ad
andare avanti.

TILDE

Mi dirai, spero, qualche particolare pi preciso su tutta questa
faccenda.

ERNESTO

Io non saprei dirti altro. Ma ho per te un'epistola _(frugando nelle
tasche)_ che la ragazza mi ha consegnata aperta non senza una certa
solennit e in cui essa ti svela tutti i suoi sentimenti.

TILDE

E te la conservavi per te?!

ERNESTO

Se  per causa tua che non ho la testa a posto! _(Porgendole una busta)_
Ecco qua la lettera.

TILDE

_(ansiosamente, cava dalla busta un foglietto, lo apre e legge:)_
Arseniato di stricnina...  Ma questa  una ricetta!!

ERNESTO

_(irritandosi con s medesimo)_ Quando il diavolo ci mette la coda!...

TILDE

Prendi, prendi. _(Rendendogli il foglietto, con una smorfia di
repugnanza)_ Dio sa che roba!

ERNESTO

_(impappinandosi e riprendendo il foglietto)_ Una ricetta per la tosse.

TILDE

Non hai mai tossito in otto anni di matrimonio!

ERNESTO

_(affrettandosi a tossire)_... Non senti?

TILDE

Ti sbrighi s o no con questa lettera?

ERNESTO

_(tirando fuori da una saccoccia un'altra busta)_ L'ho trovata. _(Gliela
porge.)_

TILDE

_(apre e legge, passando di meraviglia in meraviglia. A un punto
esclama:)_  tutta in fiamma l'educanda! _(Poi, pi gi, commenta:)_ E
con quale enfasi descrive l'uomo amato! _(Rilegge a voce alta:)_ Egli
ha il sorriso ammaliatore ed irresistibile; e ti assicuro che 
veramente una sirena. _(a Ernesto)_  una sirena?!

ERNESTO

Coi baffi.

TILDE

_(continua a leggere, e, pi gi, commenta ancora:)_ Mi dice perfino
dove abita! Lei, andando alla passeggiata in via Caracciolo, passava
sotto le finestre di lui!

ERNESTO

In questo, non c' nulla di straordinario. Sono le donne, oramai, che
passano sotto le finestre degli uomini.

TILDE

_(leggendogli le ultime parole della lettera:)_ Tilde mia cara, se
tutto ci che ti ho scritto non ti basta, puoi chiedere di lui a tuo
marito, che  il suo amico pi intimo. _(A Ernesto)_ Sei il suo amico
pi intimo?

ERNESTO

Sono per lo meno uno dei suoi pi intimi amici.

TILDE

Io non l'ho mai visto, per altro.

ERNESTO

Non potevi vederlo, perch egli  tornato a Napoli da pochissimo tempo.
 vissuto per un pezzo a Roma, a Milano, a Parigi.

TILDE

E dove vi siete conosciuti?

ERNESTO

A scuola.

TILDE

_(spalancando gli occhi)_ Eravate compagni di scuola!!?

ERNESTO

Compagni precisamente, no: ma...

TILDE

Ci sar tra voi una grande differenza di et.

ERNESTO

Perch ci dovrebbe essere? Egli avr cinque o sei anni meno di me.

TILDE

Soltanto?

ERNESTO

Soltanto.

TILDE

_(con uno scatto di furore)_ Ed io dovrei consentire a mia sorella di
commettere la stessa sciocchezza madornale che ho commessa io?!

ERNESTO

Grazie per quello che mi riguarda!

TILDE

_(eccitandosi)_ Ah no! No davvero! No, no, e poi no! Io non so quello
che far, ma so che per opera mia lei non sar vittima del mistificatore
numero due.

ERNESTO

Potresti anche chiamarlo il mistificatore numero uno e lasciare in
pace me.

TILDE

_(eccitatissima)_  tutta una combriccola di mistificatori e di
scrocconi!

ERNESTO

Io per...

TILDE

_(senza dargli retta e senza mai dargli tempo di parlare)_  la lega
degl'invalidi!...

ERNESTO

Io per....

TILDE

Quando sono arrivati al punto di non distinguere una donna da una sedia,
si rivolgono alle fanciulle, con la speranza che esse facciano loro
riacquistare... la vista....

ERNESTO

Io sostengo invece....

TILDE

Per non essere respinti, si mascherano da mariti, e, dopo che hanno
scroccata una luna di miele,... ci vedono meno di prima!

ERNESTO

Senonch, mi pare....

TILDE

Sono essi che rendono necessaria la ribellione delle donne: sono essi
che le spingono a tutto quello che c' di pi triste; sono essi che le
spingono all'infedelt coniugale, che  una cosa ignobile anche quando 
una cosa giusta!...

ERNESTO

Senonch....

TILDE

Ma l'avr da fare con me questo tuo collega. L'avr da fare con me.
Sinora s' lavorata la piazza a piacer suo? Iersera ha creduto di aver
conseguita la sua vittoria! _(Esce repentinamente a destra.)_

ERNESTO

_(seguendola ed uscendo dietro di lei)_ Senonch....

    _(Si odono le loro voci dalla stanza vicina.)_

TILDE

Ah! Ci sono capitata io, e basta! Basta, s! Basta!

ERNESTO

_(gridando)_ Una parola me la fai dire?

TILDE

_(gridando pi di lui)_ No!

ERNESTO

_(con immediata rassegnazione)_ Allora, non te la dir.

TILDE

_(rientra, sempre frettolosamente, portando in mano il cappello,
l'ombrellino e i guanti.)_

ERNESTO

_(ancora seguendola)_ E dove vai, adesso?

TILDE

_(innanzi allo specchio, mettendosi il cappello in furia)_ Vado a
Napoli. Il tuo amico ha sollecitato un abboccamento con me? Io glielo
accordo senza por tempo in mezzo. Non pi tardi di oggi, gli parler.
Prima di partire da Sorrento, telegrafo alla zia che giungo tra poche
ore. E telegrafo anche a lui. Ho l'onore di sapere dove abita... il
_sireno_! Mia sorella mi ha data questa preziosa notizia: ne approfitto.
_(In piedi, presso la tavola, scrive velocemente due telegrammi e un
biglietto, mentre Ernesto parla.)_

ERNESTO

Ma, Tilde, rifletti a quel che fai. Non prendere delle risoluzioni sotto
l'impulso delle tue idee esagerate. Gustavo Franchesi  un gentiluomo
perfetto. Ha un bel nome. Dispone d'un patrimonio non disprezzabile.
Potresti pentirti d'averlo trattato male. Resta qui, oggi, con me.
_(Sottolineando)_ Domani, sarai un po' pi calma ed esamineremo
freddamente il _pro_ e il _contra_. Il ritardo d'un giorno non aggiunge
n toglie nulla.

TILDE

_(tutta vibrante di collera)_ Con una ragazza che  gi cos esaltata e
con un malfattore che, naturalmente, non ammette dilazione? _(Tocca il
bottone del campanello elettrico.)_

ERNESTO

Malfattore, scroccone, mistificatore, invalido! Dio degli dei!

TILDE

Anche il ritardo d'un'ora, in questi casi, pu essere fatale.

    _(Si bussa alla porta.)_

TILDE

Entrate pure. Se ho chiamato,  superfluo bussare....

    _(Entra IL CAMERIERE.)_

TILDE

_(al Cameriere)_ Due commissioni, in fretta: questi telegrammi da fare,
e questo biglietto al suo indirizzo. _(Glieli d.)_

ERNESTO

_(con curiosit semplice)_ Che biglietto?

TILDE

Niente, niente. Te lo dir poi. _(Al Cameriere)_ E immediatamente una
carrozza con due buoni cavalli.

IL CAMERIERE

Con due buoni cavalli, non dubiti. E la colazione, eccellenza?

TILDE

_(un po' imbarazzata)_ La colazione....

ERNESTO

_(al Cameriere)_ Se  pronta, servitela subito.

IL CAMERIERE

_(zelante)_ Fra due minuti. _(Esce a sinistra.)_

ERNESTO

Prima di metterti in viaggio, mangerai qualche cosa.

TILDE

_(agitata, inquieta, calzando i guanti)_ Io, no. Impossibile. Ho appena
il tempo di giungere a Castellammare per prendere il diretto che va a
Napoli.

ERNESTO

A buon conto, dopo la doccia fredda che mi hai regalata, mi condanni per
giunta alla delizia di far colazione solo? Ed io ch'ero venuto a godermi
la vita!!


SCENA III.

TILDE, ERNESTO, NINO, DUE CAMERIERI.


NINO

_(di fuori, in tono scherzoso e festevole)_  permesso? Si pu...
penetrare?

ERNESTO

_(a Tilde)_ Chi ?

TILDE

_(ostentatamente disinvolta)_ Venga, venga, signor Nino.

ERNESTO

_(con semplice curiosit)_ Signor Nino?

NINO

_(in corretto costume da mattina, entra vivacemente; e, vedendo Ernesto,
si ferma, sconcertato.)_

TILDE

_(a Nino)_ Or ora le ho mandato un biglietto. Si vede che lei non lo ha
ricevuto, ed  bene che sia stato cos. _(Ad Ernesto)_ Ti lamentavi di
dover fare colazione solo? Ti presento un commensale graziosissimo: il
signor Nino Lovigiani, il primogenito della mia amica Donna Livia
Lovigiani di Roma, che me lo ha raccomandato con tutto il calore con cui
una madre pu raccomandare un suo figlio. Signor Nino, lei aveva tanto
desiderio di conoscere mio marito?... Eccolo qui.

NINO

_(senza fiato)_  una fortuna!

ERNESTO

    _(getta a Tilde un'occhiata di rimprovero.)_

_(Entrano due CAMERIERI, portando un tavolino elegantemente
apparecchiato con due coperti. Lo collocano nel mezzo della stanza e
vanno via.)_

TILDE

_(a Nino)_ Senta, io sono mortificata di dovermi assentare. Un affare
urgente mi obbliga a recarmi a Napoli. Ma mio marito mi sostituir. Del
resto, a tavola, gli uomini preferiscono la compagnia degli uomini. Sar
quindi un piacere per lei e _(indicando Ernesto)_ per lui.

ERNESTO

_(seccatissimo, con svogliata dissimulazione)_ Per me specialmente.

NINO

_(quasi con le lagrime agli occhi, cercando di fingere)_ Per me.

ERNESTO

_(voltandogli il dorso e allontanandosi per non farsi scorgere, tra s
borbotta:)_ Bella rottura di scatole!

TILDE

_(subito, pianissimo e vivamente a Nino)_ Non vi distaccate pi da lui.
_(Levando la voce e stringendogli la mano)_ Si stia bene, signor Nino, e
scusi, scusi tanto....

NINO

Ma le pare....

TILDE

_(accostandosi a Ernesto)_ Addio, Ernesto. _(Pianissimo, con calore)_
Sii molto cortese con questo ragazzo! _(Levando la voce)_ Non mi di un
bacio?

ERNESTO

_(la guarda stupito come per dire: oh che novit  questa? e,
stringendosi nelle spalle, accondiscende.)_ Te lo do. _(Esegue.)_

TILDE

_(a Nino)_ A rivederla presto, giovanotto.

NINO

A rivederla....

TILDE

_(si avvia per uscire. Presso la porta si volta. Contemplandoli un po',
dice con molta grazia:)_ E buon divertimento... a tutti e due. _(Esce a
sinistra.)_

NINO _ed_ ERNESTO

_(dopo un silenzio, si accingono, simultaneamente, a dir qualche cosa.
Ma non dicono nulla.)_

I DUE CAMERIERI

_(entrando, portano l'uno una bottiglia stappata di vino bianco, l'altro
l'antipasto, e si fermano impalati, aspettando.)_

ERNESTO

    _(fa un gesto invitante Nino a prender posto.)_

NINO

    _(fa un gesto di ringraziamento.)_

_(Accennano le cerimonie d'uso e siedono dirimpetto, presso il tavolino
apparecchiato.)_

_(Con sveltezza corretta e con una contemporaneit automatica, a guisa
di due macchinette identiche, un CAMERIERE serve l'antipasto, l'ALTRO
versa il vino. Quindi, restano, diritti, come due sentinelle, a uguale
distanza, l'uno dietro ERNESTO, l'altro dietro NINO.)_

_(ERNESTO e NINO turbati, impacciatissimi, non si decidono a cominciare.
A un tratto, simultaneamente, quasi sentissero qualcosa alle spalle, si
voltano. Ciascuno guarda il cameriere che gli  dietro. Ambedue i
CAMERIERI, vedendosi guardati, senza muoversi dal loro posto, anche
simultaneamente, voltano la faccia verso NINO ed ERNESTO e li guardano
in attesa di ordini. -- Allora NINO ed ERNESTO, come per un dovere,
urgentemente cominciano a mangiare.)_

    _(Sipario.)_




ATTO SECONDO.

_Un elegante salotto in casa Ricchetti. -- Una sola porta a destra, una
sola porta a sinistra. Una gran porta alla parete in fondo._


SCENA I.

TILDE, _la_ CAMERIERA, _poi_ BICE.


TILDE

_(giunge allora allora dalla campagna. Seguta dalla CAMERIERA, che si
ferma aspettando gli ordini, entra dal fondo con passo affrettato.
Inquieta e pensosa, passeggia in silenzio su e gi per la stanza,
agitando l'ombrellino.)_

TILDE

_(dopo di aver passeggiato per un po')_ Andate su dalla marchesa zia e
dite a mia sorella che io sono qui.

LA CAMERIERA

E alla signora marchesa, nulla?

BICE

_(nei suoi abiti di educanda -- entra festosamente, commossa, correndo ad
abbracciare e a baciare Tilde)_ Tilde! Tilde! Tilde mia cara!

    _(LA CAMERIERA via.)_

TILDE

_(ricambiando con freddezza l'abbraccio di Bice)_ Mi hai visto giungere?

BICE

S, la zia ha ricevuto il tuo telegramma, e io t'aspettavo ansiosa alla
finestra. Sarei discesa immediatamente; ma ho creduto che tu andassi su
per parlare con lei.

TILDE

Mi preme pi di parlare con te.

BICE

Come sei stata buona nel venire cos presto!

TILDE

Trovi?

BICE

_(intimorita dal tono di lei)_ O Dio, Tilde!... Non sei ben disposta?

TILDE

Tutt'altro che ben disposta.

BICE

Dio mio!

TILDE

Uscita da poco pi d'un mese dal collegio, ti fai pigliare da questa
frenesia? Il primo uomo che ti si  messo innanzi t' parso una
divinit! Ed ecco, all'impensata, la bomba del matrimonio!

BICE

_(paurosa)_ Io t'avevo gi avvertita che Franchesi era molto gentile con
me.

TILDE

Anzitutto, io non sapevo che costui fosse un compagno di scuola di mio
marito. E, d'altronde, non potevo immaginare che in quindici giorni
riuscisse ad accenderti la fantasia sino a farti scrivere di quelle
stupidaggini! Il mago! L'irresistibile!... La sirena!

BICE

_(quasi piangendo)_ Tu mi mortifichi troppo!

TILDE

Ma no, angelo caro. Io non ho l'intenzione di mortificarti. Io ce l'ho
con la zia a cui ho avuto il torto di affidarti, e ce l'ho.... ce l'ho
con tutta quella mala gente, di cui noi donne non sappiamo fare a meno.

BICE

_(con schietta ingenuit)_ Qual' la mala gente?

TILDE

Gli uomini.

BICE

Ci significa che lui...  un uomo eccezionale.

TILDE

Un uomo che  eccezionale non  un uomo! Intanto, quel che ho letto
nella tua lettera di stamane non depone certo in suo favore. Questo
signore, che alla sua et ti si offre come marito senza pensarci su due
volte e che, a quanto mi hai scritto, ti ha amato subito perch t'ha
conosciuta in abito di educanda,  semplicemente un vizioso!

BICE

Perch? Che vizio ha?

TILDE

... Vizioso  una parola generica.

BICE

Non  solo per questo vestito che si  innamorato di me.

TILDE

Ma io indovino che questo vestito non lo hai smesso ancora per secondare
la sua mania. E la bambola dov'? Anche per la bambola che conservi da
quando eri bimba pare che costui si sia deciso a sposarti. Tutto ci 
inaudito, piccina mia!

BICE

Ritorci le cose a modo tuo!... S, la bambola, l'abito di educanda, i
capelli pettinati con semplicit, le trecce sulle spalle, sono delle
cose che gli fanno un grande effetto. Non c'era abituato. Ma poi mi ama
per altre ragioni.

TILDE

_(sedendo)_ Fuori le altre ragioni.

BICE

Mi ha assicurato che quando mi parla e io arrossisco, gli sembra...
_(cercando di ricordarne appuntino le parole)_ gli sembra... di fare un
bagno di verginit....

TILDE

_(come fra s)_ Ricostituente!

BICE

... e che gli basta di guardare la punta del mio piede e il neo che ho
qui sul collo per capire... per capire... com' fatto il paradiso.

TILDE

E, avendolo capito, ti vuole sposare.

BICE

Mi vuole sposare,... per darmi tutta la sua vita....

TILDE

... e per pigliarsi la tua.

BICE

S'intende.

TILDE

Senonch, la tua  ancora intera, e della sua non ne resta a lui che
poco o nulla.

BICE

Come se fosse un vecchio!

TILDE

Non ha che pochi anni meno di mio marito. Mio marito  un vecchio per
me. Egli sarebbe un vecchione per te.

BICE

Mi ha spiegato che gli uomini maturi sono i mariti migliori, perch
hanno gi vissuto molto.

TILDE

 la solita canzone. L'ho ascoltata anch'io. Ma ti persuade che chi ha
gi fatto cento chilometri di strada possa proseguire con pi lena di
chi non ne abbia fatti che due?

BICE

E l'esperienza non la conti? Franchesi ripete sempre ch'egli  forte
della sua esperienza.

TILDE

Piccina mia, credi a me, l'esperienza non rinforza: indebolisce.

BICE

Trovi a ridire a ogni sua parola, perch non lo conosci.

TILDE

Senza averlo mai visto, io lo conosco come tu non lo conosceresti che
dopo d'averlo sposato. Ah! io vorrei potermi pentire della mia sfiducia.
Vorrei che egli non fosse di quelli che all'ultima ora ricorrono al
rossore delle fanciulle soltanto... per fare dei bagni di verginit.
Vorrei che, malgrado l'et sua, fosse un uomo in buone condizioni...
_(ripigliandosi)_ onesto, sincero, veritiero....

BICE

Allora, tu pensi che egli m'inganni?

TILDE

Prima d'ingannare te, inganna s stesso.  pronto a sposarti?... Tante
grazie! O sposare o rinunziare. Ma, disgraziatamente, gli uomini, per
ammogliarsi, non devono presentare un certificato d'idoneit!
_(Attirandola a s e mettendosela sulle ginocchia)_ No, non ti turbare
cos e non credermi ingiustamente severa. Vuoi comprendermi un po'? Vuoi
cercare di comprendermi, angelo caro?

BICE

    _(fa cenno di s.)_

TILDE

Supponiamo che egli, invece d'imbattersi in te, si fosse imbattuto in
un'altra fanciulla: e supponiamo che quest'altra fanciulla fosse stata
bella come te o anche meno bella, meno intelligente, meno virtuosa, e
avesse nondimeno arrossito come te e avesse avuto, come tu hai, la
freschezza dei diciotto anni, il profumo dell'innocenza, l'impronta
dell'educandato. Non ti pare che, nel vederla, nell'avvicinarla, egli
avrebbe avuto le medesime sensazioni?

BICE

No, no, Tilde! Certamente no!

TILDE

Ah! se avessimo il mezzo di metterlo alla prova, come ti convinceresti
del contrario!

BICE

Prima di far la corte a me non l'aveva mai fatta a una fanciulla.

TILDE

_(riflettendo, con un lampo negli occhi)_ Dovremmo assicurarci che egli
sarebbe incapace di farla adesso a qualcuna.

BICE

Io ne sono pi che sicura! Altrimenti, non l'amerei come l'amo.

TILDE

E quali indagini hai potuto compiere, tu, piccina mia? Lascia, lascia a
me l'incarico d'indagare un po' seriamente....

BICE

In che modo?

TILDE

_(celando il suo pensiero)_... Interrogher delle persone....

BICE

Bisogna per altro guardarsi dalle calunnie.  cos calunniato!

TILDE

Da chi  calunniato?

BICE

Dalle donne.

TILDE

Poveretto!

BICE

Si vendicano, sai, perch da un certo tempo in qua egli ha sempre detto
di no a _tutte_!

TILDE

_(ironica)_ Buon segno! Ma io non interrogher nessuna donna.

BICE

Mi permetterai di assistere al colloquio che avrai con lui?

TILDE

Forse, te lo permetter, ma.... _(risoluta)_ a condizione che tu non gli
comparisca davanti in questi abiti ridicoli. Ti devi accertare che egli
sia innamorato di te, non della tua veste. Comincia dunque con lo
smetterla e col dirle addio per sempre. Poi, vattene su, buona buona,
dalla zia, e aspetta che io ti chiami.

BICE

_(alzandosi, inquieta, malcontenta)_ Ti obbedisco.

TILDE

E fida in tua sorella, che ha il dovere di farti da mamma. _(Si alza
anche lei, e la carezza ancora affettuosamente.)_ In fondo, io non ho
nulla contro di lui. Io ho in odio bens l'istituzione dei mariti troppo
vecchi, che sono una vera piaga sociale, e la combatto ora con
accanimento perch tu, piccina cara, ne sei minacciata. Se mi accorger
che nel signor Franchesi questa istituzione  meno infetta che in altri,
chiuder un occhio e gli aprir le braccia... le tue, beninteso.


SCENA II.

TILDE, BICE, ERNESTO, NINO.


ERNESTO

_(entra brioso e scherzoso)_ Tu mi fuggi, e io t'inseguo.

TILDE

Tu qui?!

ERNESTO

T'inseguo, t'inseguo!

NINO

_(entra come Ernesto, a brevissima distanza da lui, quasi cercando di
giustificare con lo scherzo la sua indiscretezza)_ La inseguiamo!

TILDE

Anche lei?!

ERNESTO

_(mal celando il fastidio che gli arreca la presenza di Nino)_ Dopo la
colazione, mi sono precipitato perch ho saputo che c'era da
Castellammare un diretto bis, e lui _(indicando Nino)_ si  precipitato
con me.

TILDE

Disapprovo completamente._ (A Ernesto)_ E la colpa  tua. Tu non
ignoravi ch'io sarei stata occupatissima tutto il giorno. Perch non
restare tranquilli a Sorrento? Caro signor Nino, io non posso darle
nemmeno un minuto.

NINO

Gli  che... le dovevo far leggere necessariamente... una lettera della
mamma...

TILDE

Quando mi sar sbrigata. Adesso no, non  possibile.

BICE

Io vado, Tilde?

TILDE

S, piccina.... Ma aspetta: una presentazione a tutta velocit. _(A
Bice)_ Il signor Nino Lovigiani. _(A Nino)_ Mia sorella.

BICE

    _(fa una piccola riverenza.)_

NINO

    _(s'inchina.)_

TILDE

_(a Bice)_ Va, e ricorda bene ci che abbiamo concluso. Non farmi
arrabbiare.

BICE

    (esce per la porta a destra.)

ERNESTO

_(si accosta a Tilde per dirle qualche cosa. Si accorge che Nino si 
avvicinato anche lui e che gli  proprio alle spalle, quasi
toccandogliele col naso. Mite e supplichevole, gli chiede:)_ Lei... mi
permetterebbe di dire una parola a mia moglie?

NINO

Anzi. _(Resta da parte, guardando il soffitto.)_

ERNESTO

_(a Tilde, sottovoce)_ A quale espediente debbo io ricorrere per
liberarmi da questo giovanotto, che mi si  appiccicato addosso come una
mosca cavallina?

TILDE

_(pianissimo)_ Per ora,  assolutamente indispensabile che tu lo conduca
via. Giunger tra poco Gustavo Franchesi e, per una mia idea, voglio che
qui non ci si trovi nessuno. Bada che ci conto. _(Con severit quasi
minacciosa)_ Fa a modo mio, se ti  cara la tua pace!

ERNESTO

Io vorrei almeno capire....

TILDE

_(troncando)_ Sono cose di cui non ti devi occupare affatto.

ERNESTO

Per, di questo seccatore che non mi lascia respirare, sono costretto,
purtroppo, ad occuparmene.

TILDE

Lo inviter io a pranzo per stasera, e cos tu avrai agio di pranzare
solo al Circolo. Va bene?

ERNESTO

Ma che va bene! Il rimedio  peggiore del male. Tu pranzerai con me, non
con lui.

TILDE

Perch con te?

ERNESTO

Ho il mio programma da svolgere e ti prego di non persistere nel tuo
ostruzionismo.

TILDE

Io non posso trascurare quel povero ragazzo, che mi  stato caldamente
raccomandato...

ERNESTO

_(interrompendo)_ Da sua madre.

TILDE

E parla con rispetto di quella santa donna!

ERNESTO

Se non ho detto nulla!

TILDE

_(alzando la voce e rivolgendosi a Nino)_ Insomma, signor Nino, mio
marito vorrebbe proporle di fare con lui una bellissima passeggiata.

ERNESTO

_(a Nino)_ Ma pensavo che lei potrebbe passeggiare anche senza di me.
Non avr mica paura dei veicoli!

NINO

Il passeggiare con lei mi riescir mille volte pi gradito.

TILDE

_(a Ernesto)_ Egli non  abbastanza pratico di Napoli. Gli farai da
cicerone. Andate gi cos d'accordo voi due! Con permesso, signor Nino.
I miei doveri mi reclamano. A pi tardi.

NINO

_(malcontento)_ A pi tardi.

TILDE

    _(esce a destra.)_


SCENA III.

ERNESTO, NINO, _poi_ GUSTAVO.


NINO

    _(siede.)_

ERNESTO

Dunque?

NINO

Dunque?

ERNESTO

Questa passeggiata?

NINO

Non vuole?

ERNESTO

 lei che non vuole. Si  seduto.

NINO

_(senza alzarsi)_ Io sono ai suoi ordini. Se lei va, io vado; se lei non
va, io non vado.

ERNESTO

Torno a ripeterle che io pensavo invece di lasciarla in libert.

NINO

Ma che dice mai? Io non desidero che di dedicare a lei tutta la mia
giornata.

ERNESTO

_(a denti stretti)_ Veda, tutta la sua giornata  troppo. Io non
l'accetto. Si fa un piccolo giro insieme e poi...

NINO

E poi si torna qui. Lei sa che mi preme di far leggere alla signora
Tilde la lettera della mamma.

ERNESTO

Ah gi! C' la lettera della mamma.

NINO

    _(lentamente, s'alza.)_

ERNESTO

 molto affezionato lei alla mamma?

NINO

Immensamente.

ERNESTO

Sicch, immagino, non vede l'ora di ritornarsene a Roma.

NINO

No, perch la mamma crede opportuno che io mi stabilisca per qualche
tempo a Napoli. E io non la contraddico mai.

ERNESTO

Si stabilir... si stabilir... a Napoli?

NINO

Mi stabilir. Tanto pi che ho avuto il piacere e l'onore di trovare in
lei e in sua moglie... come ho da dire?...

ERNESTO

Quello che ha trovato in mia moglie non lo so; ma mi pare che in me non
abbia trovato gran cosa. Io sono un po' bisbetico. Ho delle abitudini
cos personali, dei gusti cos strani, _(esagerando)_ cos ostici!...

NINO

Eppure, noi due combaciamo in tutto.

ERNESTO

Combaciamo?

NINO

... Combaciamo.

ERNESTO

_(concludendo, siede rassegnato)_ Combaciamo.

NINO

    _(siede subito di nuovo anche lui.)_

    _(Silenzio)_

ERNESTO

_(si alza)_ Si va?

NINO

_(si alza)_ Si va.

ERNESTO

Bench... passeggiare con questo caldo...

NINO

Difatti, fa un caldo indiavolato.

ERNESTO

_(nervosissimo)_ Avrei bisogno..., avrei bisogno di una bevanda molto
fresca!

NINO

 il solo ristoro possibile.

ERNESTO

D'estate, veramente, le bevande fresche non fanno che aumentare i
sudori!

NINO

 innegabile che se ne ha un refrigerio, ma si suda di pi.

ERNESTO

Quasi quasi, preferirei un t bollente.

NINO

Un t bollente  pi adatto.

ERNESTO

Ma con questa temperatura  poco piacevole.

NINO

 spiacevole addirittura.

ERNESTO

Tutto considerato,  meglio crepare di sete.

NINO

Indubbiamente.

ERNESTO

E creperemo! _(Esce difilato per la porta in fondo.)_

NINO

    _(lo segue con passo affrettato.)_

    _(Sulla soglia, s'incontrano con GUSTAVO.)_

GUSTAVO

_(a Ernesto)_ Dove vai cos di corsa? Il domestico m'ha detto che tua
moglie  uscita, ma che io devo aspettarla. Tienimi compagnia un po' tu,
almeno.

ERNESTO

_(in gran furia)_ Addio, addio! Sono cose di cui non devo occuparmi
affatto. Io vado a passeggiare. Ho il dovere di passeggiare. E se ti 
cara la mia pace, mettiti bene in mente che qui non hai trovato nessuno,
non hai visto nessuno: n me, n questo signore, n il diavolo che mi
porti!

_(ERNESTO va via velocemente, seguito da NINO.)_

GUSTAVO

_(attento, li segue con lo sguardo. Dopo una pausa)_ Non c' che dire:
sono stato ricevuto con molta cordialit! _(Si avanza. Pazientemente,
siede borbottando fra s:)_ Far un solitario a memoria.


SCENA IV.

TILDE, GUSTAVO.


TILDE

_(di dentro, con una voce festosa e una intonazione quasi infantile)_
Bice! Bice! Bicetta! Dove sei?

GUSTAVO

_(tra s)_ Chi  che chiama Bice?

TILDE

_(ancora di dentro)_ Sono io, Bicetta! Mi fai fare il giro di tutta la
casa! _(Vestita da educanda, i capelli ravviati con semplicit, in mano
un piccolo cappellino tondo, entra correndo.)_ Dove ti sei nascosta?_
(Nel vedere Gustavo si arresta)_ Uh! perdoni.

GUSTAVO

_(alzandosi)_ La signorina Bice non c'. Credo che sia fuori con sua
sorella. Suppongo che non tarderanno troppo.

TILDE

_(con timidit)_  strano che n il domestico, n la cameriera mi
abbiano avvertita.  vero che io mi sono cacciata dentro all'impazzata,
ma...

GUSTAVO

No, no, ho notato anch'io: c' un po' di confusione.

TILDE

_(come per andare)_ Permetta...

GUSTAVO

Faccia pure, ma se preferisce accomodarsi...

TILDE

    _(indugia.)_

GUSTAVO

Lei  evidentemente una compagna di collegio della signorina Bice.

TILDE

_(ha gli sguardi a terra e la voce lievemente tremula)_ Dal collegio...
io sono uscita un mese dopo di lei.

GUSTAVO

Ah s?

TILDE

Perch dovevo riparare.

GUSTAVO

Cosa aveva da riparare?!

TILDE

La geografia.

GUSTAVO

E ha riparato?

TILDE

No.... Ho brigato perch mi si cambiassero i punti.

GUSTAVO

Ha fatto bene.

TILDE

Bice fu approvata a tutti gli esami. Ma ha circa un anno pi di me. Per
forza doveva essere pi brava.

GUSTAVO

 logico. E adesso? Niente pi studio?

TILDE

Adesso, ci sarebbe da fare il corso di perfezionamento. Bice se la
_scappotta_. E me la _scappotto_ anch'io.

GUSTAVO

Non conta di perfezionarsi?

TILDE

Mi perfezioner, ma non in collegio. Io ci ho miss Katie. La conosce?

GUSTAVO

No, miss Katie non la conosco.

TILDE

Quattro lingue.

GUSTAVO

Perbacco!

TILDE

Oltre la filosofia.

GUSTAVO

Miss Katie  filosofa?

TILDE

Certamente. Se sentisse quello che dice!

GUSTAVO

Deve essere interessante.

TILDE

Filosofia per signorine, s'intende.

GUSTAVO

Filosofia leggera, insomma.

TILDE

S s, leggera: i diritti della morale, i diritti della donna, i diritti
dell'uomo....

GUSTAVO

Sono i pi numerosi, m'immagino.

TILDE

Veramente non lo so, perch non li ho imparati ancora. E poi...
_(ricordando)_ i diritti della Societ... i diritti della Natura...

GUSTAVO

Anche?  una scienziata di prim'ordine!

TILDE

Sicuro.

GUSTAVO

E quando glie l'insegna tutti questi diritti?

TILDE

Per la strada.

GUSTAVO

Per la strada?!

TILDE

 la mia accompagnatrice.

GUSTAVO

Sicch  miss Katie che l'ha accompagnata qui?

TILDE

_(con zelo)_ Se desidera conoscerla... _(Chiama)_ Miss Katie! Miss
Katie!

GUSTAVO

_(affrettandosi a farla tacere)_ No, no, la lasci stare. Non c'
premura. Ci sar tempo.

TILDE

_(lo guarda in un attimo per fargliene accorgere, e riabbassa gli occhi
come per celare d'averlo guardato.) (Un silenzio) (Timidissimamente)_ In
tal caso... a rivederla._ (Fa per uscire.)_

GUSTAVO

Ma perch se ne va? Lei aspetta la signorina Bice, io aspetto la signora
Tilde sua sorella. Aspettiamo insieme.

TILDE

Non le do noia?

GUSTAVO

Al contrario.

TILDE

_(con una piccola riverenza)_ Grazie.

GUSTAVO

_(dopo una breve pausa)_ Nessuno ci vieta di sedere. _(Avvicinandole una
sedia)_ Prego.

TILDE

_(piccola riverenza)_ Grazie _(Siede.)_

GUSTAVO

_(sedendo)_ Intanto, mi presento da me: Gustavo Franchesi.

TILDE

_(si alza. Altra riverenza, e torna a sedere.)_ E io sono Dolores.

GUSTAVO

Soltanto?

TILDE

No. Dolores... di Torrecaduta.

GUSTAVO

Di Torrecaduta?

TILDE

_(stupidamente)_ Gi.

    _(Ancora un silenzio.)_

GUSTAVO

E cos,... lei mi diceva che ha circa un anno meno della Bice?

TILDE

Non si vede?

GUSTAVO

Forse non si vede, ma io... io lo sento.

TILDE

Dove?

GUSTAVO

Dove vuole che lo senta? Intendevo dire che, non ostante certe sue...
precocit apparenti, i suoi gesti, la sua voce, le sue parole... mi
rivelano la bambina.

TILDE

_(ribellandosi)_ Bambina poi no!

GUSTAVO

Ha torto di rammaricarsene.

TILDE

Io non ammetto che mi si chiami bambina. Si hanno tanti fastidi per
diventare una donna!

GUSTAVO

Scusi, lei quali fastidi ha avuti?

TILDE

C' delle cose che un giovanotto non pu capire.

GUSTAVO

Io non sono un giovanotto.

TILDE

 ammogliato?

GUSTAVO

No, ma non sono cos giovane _(con un po' di vanit)_ come forse le
sembro. Quanti anni mi d?

TILDE

Quanti anni le do? _(Si rialza, gli si avvicina e lo guarda
accuratamente dal capo ai piedi.)_

GUSTAVO

Mi esamina?

TILDE

Eh, con gli uomini ci si pu sbagliare!

GUSTAVO

Perch?

TILDE

_(accennando ai capelli)_ Ce n' di quelli che si tingono.

GUSTAVO

_(un po' seccato)_ Ma io non mi tingo, signorina!

TILDE

Ce n' di quelli che mettono il busto.

GUSTAVO

Ma che busto! Uomini col busto non ce ne sono!

TILDE

S che ce ne sono! Glielo dico io.

GUSTAVO

O come mai lo sa proprio lei?

TILDE

_(riprendendo il suo posto)_ Non  poi cos difficile il sapere ci che
fanno gli uomini. In collegio, lo sapevamo tutte.

GUSTAVO

Ma sono sempre delle cognizioni molto sommarie.  deplorevole che nei
collegi femminili non si abbia un concetto esatto... dell'uomo.  una
delle tante lacune dell'insegnamento. Senta a me, l'uomo  migliore
della sua fama. Col tempo _(affabile ed insinuante)_ lei stessa... avr
modo di assicurarsene.

TILDE

_(riatteggiandosi a timida)_ No, no... non voglio assicurarmi di nulla.

GUSTAVO

_(mutando tono)_ Dunque, non mi dice quanti anni mi d?

TILDE

Pochi.

GUSTAVO

Non esageri, per.

TILDE

Venti...sei. Al pi al pi,... ventisette.

GUSTAVO

Oh no, signorina. Ne ho gi... trentaquattro o... trentacinque.

TILDE

_(quasi dimenticandosi)_ Che bugiardo!

GUSTAVO

Cosa?

TILDE

Pare una bugia, perch non li dimostra.

GUSTAVO

S, in verit,  l'impressione di tutti.

TILDE

Felice lei che  arrivata a cotesta et!

GUSTAVO

M'invidia?

TILDE

Lei, oramai, non deve pi obbedire, come me, al babbo e alla mamma.

GUSTAVO

Difatti, al babbo e alla mamma non obbedisco pi... da qualche tempo.
Sono fuori tutela.

TILDE

Piacerebbe molto anche a me di esser libera!

GUSTAVO

Per far che?

TILDE

Tante cose! Per esempio... _(Cerca.)_

GUSTAVO

Per fare... all'amore?

TILDE

_(con una specie di timor panico e di risentimento)_ Questo, no! Gi,
non so nemmeno con precisione di che si tratti.

GUSTAVO

 uno dei diritti della donna e... dell'uomo... quando s'incontrano di
faccia. Miss Katie non glie ne ha mai parlato?

TILDE

_(sempre con gli occhi bassi)_ Una sola volta, di sfuggita.

GUSTAVO

E che le disse? Che le disse?

TILDE

Che l'amore  come... _a little mouse_[1].

  [1] Si pronunzia: _e littel maus_.

GUSTAVO

Abbia la bont di tradurre. Io non posseggo tutte e quattro le lingue di
Miss Katie.

TILDE

Disse che l'amore  come un topolino, perch si intromette dovunque...

GUSTAVO

 abbastanza vero.

TILDE

... e che perci  giusto che le donne ne abbiano paura.

GUSTAVO

A prima giunta, forse un po' di paura  giustificabile. Ma poi ci si fa
l'abitudine. Lei ha paura dei topolini?

TILDE

Altro che! In collegio, quando se ne vedeva uno, saltavamo tutte sulle
sedie, sulle panche, sulle tavole. -- E una ragazza svenne perch si
trov un topolino nella gonna.

GUSTAVO

Ma in certi casi, come in questo, il paragone di miss Katie non regge.
Supponiamo che lei, signorina, un bel giorno, si accorgesse di sentire
un po' d'amore, un amore piccolo piccolo....

TILDE

Nella gonna?

GUSTAVO

Non nella gonna, che diamine!, ma nel suo cuoricino. Supponiamo che se
ne accorgesse cos, tutto ad un tratto, senza averne sospettato la
presenza. Dica francamente: svenirebbe dallo spavento o ne avrebbe la
pi dolce e pi promettente delle emozioni?

TILDE

_(intrecciando le dita d'una mano con quelle dell'altra e
torturandosele)_ Non so.

GUSTAVO

_(impulsivamente, le siede assai pi dappresso)_ Del resto, lei ha
perfettamente ragione di confondersi. Le faccio delle domande che si
potrebbero appena permettere a un vecchio amico, mentre io l'ho vista
per la prima volta venti minuti fa. Eppure, chi sa perch,  certo che
in questo momento a me pare d'averla tenuta sulle ginocchia quando era
alta cos _(col gesto analogo)_ e d'averle dati gli zuccherini per non
farla piangere. Non ha forse lei, contemporaneamente, una illusione che
corrisponde alla mia? Non ha come il ricordo di essermi stata sulle
ginocchia?

TILDE

_(continuando a torturarsi le dita)_ Proprio sulle ginocchia, no; ma...

GUSTAVO

Non stia a tormentare quelle povere dita, ed esprima liberamente il suo
pensiero.

TILDE

Ne convengo... Io non parlo con lei come con un estraneo.

GUSTAVO

E questa bizzarra corrispondenza d'illusioni ci consente di eliminare il
tirocinio che prelude alla amicizia. Io penserei d'inaugurarla subito
sottraendo quelle due manine a una tortura che non meritano. Me le vuol
favorire?

TILDE

_(titubante)_ Lei giura che le pare d'avermi tenuta sulle ginocchia?

GUSTAVO

Ma io le giuro che mi pare d'averla vista nascere!

TILDE

E allora... _(mette le sue mani in quelle di lui.)_

GUSTAVO

Ecco fatto. _(Glie le stringe un po', dissimulando la troppa
compiacenza, e le trattiene guardandole.)_

TILDE

    _(furbescamente gliele abbandona.)_

GUSTAVO

Lei se le sciupa queste due manine di bambagia ricamate di venette
azzurre...

TILDE

_(di scatto, vivacissimamente)_ Le mani di Bice sono un po' pi lunghe.

GUSTAVO

_(ha un sussulto e, alzandosi, lascia cadere le mani di Tilde)_ Scusi,
come c'entrano le mani della signorina Bice?

TILDE

In collegio io e la Bice si giuocava sempre a scaldamani, e, giuocando,
io notavo che le mani sue erano pi lunghe delle mie.

GUSTAVO

..... Sta tutto qui?

TILDE

Tutto qui; ma lei ha fatto un salto come se il nome di Bice fosse stato
un chiodo venuto fuori dalla sedia!

GUSTAVO

Lo ha pronunciato cos all'improvviso... cos inopportunamente....

TILDE

_(con fastidiosa curiosit)_ Perch inopportunamente?

GUSTAVO

No, credevo che... _(confondendosi)_ Mi usi la cortesia, signorina, di
non badare n a quello che dico, n a quello che ho detto. E il meglio
che io possa fare  di andar via. Se non me ne vado, commetto qualche
sciocchezza.

TILDE

_(in tono di malcontento infantile)_ Non vuole aspettare la signora
Tilde?

GUSTAVO

Senta: non mi faccia rammentare adesso anche della signora Tilde!

TILDE

_(in confidenza)_ Le  antipatica come a me?

GUSTAVO

Oh!... Molto di pi, probabilmente! Si conservi, dunque, signorina....
Mi perdoni d'averla trattenuta.... E quando ci incontreremo in questa
casa o altrove... conti... per lo meno... sulla mia profonda
ammirazione. _(Via dal fondo.)_

TILDE

_(tra s)_ Ah no! Troppo presto te ne vai! _(Sale immantinente sopra la
seggiola pi alta, gridando_:) Soccorso! Sono perduta! Soccorso!
Soccorso!

GUSTAVO

_(ritornando spaventato)_ Signorina Dolores!

TILDE

L'ho visto! L'ho visto coi miei occhi!

GUSTAVO

Chi?!

TILDE

Un topolino.

GUSTAVO

Dov'?

TILDE

 fuggito l sotto.

GUSTAVO

_(guardando sotto qualche mobile)_ Lo strano  che appunto se n'era
parlato poco fa. Un vero caso di telepatia!

TILDE

Lo prenda, lo prenda. Lo porti via.

GUSTAVO

Badi che non  facile prendere un topo. Io non ho mai avuto le
attitudini del gatto.

TILDE

_(dando un altro grido)_ Ah!  venuto da questa parte.

GUSTAVO

Ma dove? Io non lo vedo.

TILDE

Povera me! Sar salito sulla sedia anche lui.

GUSTAVO

Le assicuro che non  salito.

TILDE

Non vede proprio niente sulla sedia?

GUSTAVO

Vedo, purtroppo,... i suoi piedini.

TILDE

E il topo?

GUSTAVO

Il topo, no. Sar un topo che non apprezza... il bello.

TILDE

Se mi fossi ingannata, signor Franchesi?

GUSTAVO

Io ritengo appunto che sia stata un'allucinazione. Lei  rimasta scossa
dalle reminiscenze della ragazza con la bestiola nella gonna. Il
raccontare le sventure altrui lascia delle traccie negli animi
sensibili. L'impressione si ripercuote, e la fantasia fa il resto. Ma si
acqueti, ora, signorina Dolores. E si compiaccia di scendere da quella
seggiola. Se entra qualcuno, facciamo una figura ridicola tutti e due.

TILDE

_(con reticenza)_ Abbia almeno la bont di aiutarmi.

GUSTAVO

Subito. _(Le porge una mano guardandole i piedini.)_

TILDE

Cosa fa con quegli occhi? Non mi guardi i piedi!

GUSTAVO

La colpa non  dei miei occhi:  della sua veste corta.

TILDE

_(appoggiandosi alla mano di Gustavo)_ L'allungher. Ma cos mi fa
perdere l'equilibrio.

GUSTAVO

... Sono io che lo perdo l'equilibrio!

TILDE

Mi aiuti meglio.

GUSTAVO

_(deliberatamente)_ Ebbene, s, l'aiuto meglio! _(Le circonda la vita
con ambo le braccia.)_

TILDE

_(si lascia prendere e gli si abbandona un po'.)_

GUSTAVO

_(la fa scendere, turbandosi visibilmente. Si sventola col fazzoletto.)_
Oh Dio!

TILDE

Che cos'ha?

GUSTAVO

Ho che lei contiene, non so, un aroma che mi turba; ho che la sua
squisita ingenuit m'ipnotizza; ho che la sua veste succinta mi
sconvolge; ho che i suoi piedini mi danno alla testa; _(animandosi
molto)_ ho che lei, signorina, mi fa dimenticare la ragione per cui sono
qui, mi fa dimenticare i miei doveri, gl'impegni che ho assunti, le
promesse che mi legano a una fanciulla da cui sono amato, e ho
finalmente che, dimenticando tutte queste cose, io non sono che una
perfetta canaglia!

TILDE

_(con ingenua meraviglia e vivo corruccio)_ Una canaglia per causa mia!?

GUSTAVO

Per causa sua!

TILDE

Per causa della bestiola, deve dire. _(Con commozione crescente)_ Se io
non avessi avuto paura della bestiola, lei non sarebbe tornato. E se non
fosse tornato, non mi avrebbe presa in braccio. E se non mi avesse presa
in braccio, non avrebbe sentito l'aroma. E se non avesse sentito
l'aroma, non sarebbe... _(lasciandosi sfuggire una intonazione quasi
sincera)_ quella canaglia che .

GUSTAVO

_(offeso)_ Signorina!

TILDE

Lo ha detto lei.

GUSTAVO

Non per questo mi garba che lo dicano gli altri.

TILDE

Ma  ancora in tempo, sa, per rimediare.  ancora in tempo, perch,
tanto, io le giuro che non racconter mai a nessuno tutto quello che 
accaduto oggi....

GUSTAVO

Fortunatamente, non  accaduto gran che.

TILDE

_(raggiungendo l'effetto della massima commozione)_ Vada, vada a
mantenere le promesse. Vada a sposare la fanciulla che ha un altro
aroma, che ha delle altre mani, che ha degli altri piedi....

GUSTAVO

Si calmi, per carit, si calmi....

TILDE

S, s, ha degli altri piedi, ha degli altri piedi, e non me ne importa
niente, ha capito? E giacch la mia veste corta le d tanto incomodo,
non dubiti, non dubiti,... corro immediatamente a casa e me ne metter
una cos lunga _(scoppio di pianto)_ cos lunga... che se ne ricorder
per tutta la vita! _(Esce a destra.)_

GUSTAVO

_(calorosamente)_ No, no, signorina, senta... senta.... _(Giunto
all'uscio, si ferma di botto e se la piglia con s stesso:)_ Ma domando
e dico: in quale ginepraio mi vado cacciando io?! Io stavo per
compromettermi seriamente. E poi? Come diavolo me la sarei cavata?


SCENA V.

GUSTAVO, ERNESTO, _poi_ NINO.


ERNESTO

_(entrando dal fondo)_ Parli solo?

GUSTAVO

_(affettando disinvoltura)_ S... parlo un po' solo... per passare il
tempo.

ERNESTO

E stai solo da quando sei venuto?

GUSTAVO

_(con qualche reticenza)_.... Non hai incontrato nessuno di l?

ERNESTO

Nessuno.

GUSTAVO

Neanche per le scale?

ERNESTO

Per le scale?... Ah s! Ho incontrato il pedicure della marchesa zia. Ti
sei trattenuto con lui?

GUSTAVO

Col pedicure?!

ERNESTO

 una persona eminente.  stato decorato dal Sultano.

GUSTAVO

Io non conosco questo signore.

ERNESTO

Sicch, avrai avuto il famoso colloquio con mia moglie.

GUSTAVO

Tua moglie non si  ancora benignata.

ERNESTO

 curioso.

GUSTAVO

Ed  alquanto pi curioso che tu mi abbia lasciato in asso a casa tua
nel momento in cui avresti dovuto starmi vicino.

ERNESTO

Fammi la grazia di non aggiungere i tuoi rimproveri a tutti i miei guai
di oggi. Questa per me  una giornata nera. Io t'ho lasciato in asso
perch mia moglie mi aveva ordinato, con misteriosa solennit, di
condurre via a qualunque costo quel ragazzo che mi si  messo alle
calcagna. Quale idea ella abbia avuta, io non l'ho capito, perch gi io
non capisco pi nulla. Ma tu sai che sono molto impressionabile. Mia
moglie mi suggestiona. Quando tu sei giunto, io ero suggestionato, ero
nervosissimo. E poi l'impossibilit di liberarmi da quel seccatore mi
esasperava, _(esasperandosi tuttora nel ricordarsene)_ mi faceva divenir
matto, mi....

NINO

_(entrando dal fondo, quasi correndo)_ Signor Ernesto, io sono qui.

ERNESTO

_(come per un pugno ricevuto alle spalle, si volta. -- Breve pausa. --
Frenandosi)_... Mi pare, veramente, che ci eravamo salutati.

NINO

S, ci eravamo salutati, ma poi ho detto fra me e me: a quest'ora forse
la signora Tilde si sar sbrigata e io le potr far leggere....

ERNESTO _e_ NINO

_(insieme)_ La lettera della mamma.

NINO

Appunto.

ERNESTO

Senonch, lei, fra s e s,... non l'ha imbroccata. Prima che mia moglie
si sbrighi, ce ne vuole. E quindi, giovanotto mio, se lei, come vedo,
alla lettura di questa benedetta lettera non  disposto a rinunziare,
faccia una cosa.

NINO

Dica.

ERNESTO

 giocatore di bigliardo lei?

NINO

Un pochino.

ERNESTO

Be', si trattenga allora nella sala del bigliardo che  l _(indica la
porta a sinistra)_ e faccia... molte partite.

NINO

Con lei?

ERNESTO

Con s stesso.  uno sport utile e dilettevole.

NINO

Va benissimo. Profitter. _(Andando dritto verso la porta opposta a
quella indicata, cio verso le stanze di Tilde)_ Da questa parte?

ERNESTO

_(afferrandolo pel dorso)_ No: da quest'altra parte. Dopo la biblioteca.

NINO

Prima c' la biblioteca e poi...?

ERNESTO

_(spazientito, quasi spingendolo)_ E poi.... c' la sala del bigliardo!

NINO

Grazie. _(Esce a sinistra.)_

ERNESTO

Io finir col fargli uno sgarbo violento.

GUSTAVO

Ma chi ? Come ti  capitato addosso?

ERNESTO

Sua madre, Donna Livia Lovigiani di Roma, ha avuto il gentile pensiero
di affidarlo a mia moglie.

GUSTAVO

 il figlio di donna Livia? Lo conoscer con piacere.

ERNESTO

E io fin da ora faccio i pi ardenti voti affinch egli si attacchi a te
come si  attaccato a me. Almeno faremo met per uno.

GUSTAVO

Bada che  un bel giovanotto. Se donna Livia lo ha proprio affidato a
tua moglie, non dolerti di averlo sempre sott'occhio.

ERNESTO

Di che cosa vuoi che mi preoccupi?!  un fanciullo.

GUSTAVO

Ci sono anche degli _enfants prodiges_. A dodici anni, Beethoven
improvvisava al cembalo.

ERNESTO

Ma quello l non  Beethoven, e mia moglie... non  un cembalo.  tale
donna la Tilde da non permettere improvvisazioni a chicchessia!

GUSTAVO

Ci mi rassicura per la Bice. Fra sorelle, certe tendenze sono
contagiose.

ERNESTO

Dunque _(molto preoccupato e confidenziale)_, sei proprio deciso a
tentare il matrimonio?

GUSTAVO

Lo sai. Perch mi rivolgi questa domanda?

ERNESTO

Perch vorrei che tu ci riflettessi molto. Per me, capirai, sarebbe
tanto di guadagnato se il tuo matrimonio con la mia cognatina andasse a
vele gonfie. Io ne avrei un incoraggiamento. Mi rianimerei. Mi sentirei
solidale con te. Amore di qua, amore di l, tu da una parte, io
dall'altra, tutti innamorati, tutti allegri, tutti... sotto le armi! Ma,
purtroppo, Gustavo mio, temo che ti accinga a fare anche tu il passo pi
lungo delle gambe.

GUSTAVO

Non ho pi di questi timori, io. Il sospetto di dovermi ritirare dalla
piazza l'ho avuto, non lo nego. Ma era una ipocondria del mio sistema
nervoso. Gli  che ne avevo abbastanza d'un certo genere di donne e d'un
certo genere d'amori. Ecco tutto. E, difatti, la freschezza genuina
della fanciulla pura ed inconsciente mi ha convinto che io posso
benissimo riaprire bottega.

ERNESTO

_(mettendogli una mano sulla spalla)_ Io ti consiglio sempre per di non
vendere all'ingrosso.

GUSTAVO

_(irritandosi)_ Dillo francamente che non hai voglia di appoggiarmi.

ERNESTO

Con tutto il cuore ti appoggio e te ne ho detta la ragione. Purch mia
moglie non mi metta alla porta un'altra volta, io sar qui, al tuo
fianco. E noi pugnerem da forti come il basso e il baritono dei
Puritani. Vuoi che vada a vedere se finalmente Tilde  tornata?

GUSTAVO

Te ne sarei gratissimo, perch sto sulla corda da un'ora, e non ne posso
pi.

ERNESTO

_(energicamente)_ All'opra! _(Va all'uscio a destra, e, nell'aprirlo,
esclama:)_  proprio lei che viene.

GUSTAVO

_(vedendola venire, spalanca tanto d'occhi, e, prima che ella
comparisca, spaventato, chiama:)_ Ernesto!

ERNESTO

_(corre a lui)_ Che hai?!

GUSTAVO

Sei sicuro che quella sia tua moglie?

ERNESTO

Ma ti pare possibile ch'io non sappia com' fatta mia moglie? Tu di
segni di follia!


SCENA VI.

GUSTAVO, ERNESTO, TILDE, _poi_ BICE.


TILDE

_(ha smesso l'abito da educanda; indossa una veste a strascico ed 
pettinata come prima del travestimento. Si avanza con dignitosa
affabilit.)_ Anzitutto, signor Franchesi, una stretta di mano: il
saluto leale dell'ospitalit.

GUSTAVO

_(guardandola fisamente, si accerta dell'identit. Suda freddo, e,
porgendole la mano con una specie di ritegno, a stento riesce a emettere
la voce)_ Signora....

ERNESTO

_(dietro di lui, pianissimo)_ Mi sembri un fanciullo, mi sembri!

TILDE

_(stringendo la mano di Gustavo)_ Lei si sar giustamente formalizzato
del mio ritardo. Ma sa, in questi casi, c' tanto da discutere. Su,
dalla zia, si  discusso sinora con la Bice, che, in uno stato di
ansiet, facile a comprendersi, ha insistito per assistere a questo
colloquio.

GUSTAVO

_(in un misto di rabbia compressa e di sbigottimento)_ Spero... che non
glie l'avr... che non glie lo avr concesso.

TILDE

In verit, glie l'ho concesso per evitare ogni malinteso. Eccola qui.

ERNESTO

_(piano a Gustavo)_ Su! Su!... Che  questo avvilimento?!

BICE

_(entra dal fondo, trepidante)_ Buon giorno, signor Gustavo.

GUSTAVO

Buon giorno,... signorina.

ERNESTO

_(a Tilde, ad alta voce)_ E a me...  concesso di restare?

TILDE

Ne hai il diritto. Sei un cos valido avvocato del tuo amico!
_(Indicando una sedia)_ S'accomodi, signor Franchesi.

GUSTAVO

No... non serve.

TILDE

Come non serve? Ci accomodiamo tutti, se Dio vuole. Non  il caso d'aver
fretta.

_(Siedono TILDE e BICE.)_

ERNESTO

Non  il caso di aver fretta. Si tratta di assodare se possiamo essere
felici.

TILDE

Assodiamolo.

GUSTAVO

Assodiamolo.

ERNESTO

_(calcandogli le mani sulle spalle lo fa sedere, sedendo anche lui.)_

_(Ora son tutti seduti: GUSTAVO quasi nel centro della camera. Gli altri
tre intorno a lui. ERNESTO gli  poco discosto.)_

    _(Un silenzio.)_

TILDE

_(a Gustavo)_ La parola  a lei.

GUSTAVO

A me?

TILDE

S, a lei.

GUSTAVO

Io... non ho niente da aggiungere....

TILDE

A che cosa?

GUSTAVO

A quello che ho detto alla signorina.

TILDE

_(cortesissimamente)_ Scusi, di quale signorina parla?

GUSTAVO

_(rodendosi dentro)_ Di signorine, non ce n' che una.

TILDE

In tutto il mondo?

GUSTAVO

_(imponendosi la flemma necessaria)_ Per me, s... non c' che la
signorina Bice.

TILDE

Alla Bice avr detto naturalmente... d'esserne innamorato.

GUSTAVO

 chiaro.

TILDE

Ma, con la squisita raffinatezza che io indovino in lei, le avr potuto
dire delle cose anche pi graziose, pi speciali....

ERNESTO

Oh! lui ne trova delle graziosissime.  delizioso con le donne!

BICE

Con le donne?!

GUSTAVO

_(lanciandogli un'occhiata)_ Ernesto!

ERNESTO

_(subito, per rimediare)_ No:  delizioso con gli uomini.

TILDE

Non faccia della modestia, signor Franchesi. Accanto a una fanciulla, io
so che lei ... _un sireno_. A me sembra di sentirlo ci che lei ha
detto alla Bice: _(imitandolo un po')_ Il suo aroma, signorina, mi
turba,... la sua ingenuit m'ipnotizza, i suoi piedini mi dnno alla
testa...

ERNESTO

_(interrompendo -- a Gustavo)_ Ti dnno alla testa i piedini della Bice?!

TILDE

_(continuando a imitar Gustavo)_ Io dimentico per lei i miei impegni,
io dimentico i miei doveri....

BICE

No, questo non me l'ha mai detto!

ERNESTO

_(a Gustavo)_ Tu avevi dei doveri?!

GUSTAVO

_(confondendosi)_ Ma niente affatto! Me ne regala gentilmente... non so
perch... la signorina tua moglie!

ERNESTO

La signorina mia moglie?!

TILDE

Chiamandomi signorina, dopo nove anni di vita coniugale, lei offende
crudelmente mio marito.

ERNESTO

_(a Gustavo)_  proprio vero che mi offendi!

GUSTAVO

Dio buono... mi sono sbagliato. Andiamo avanti, adesso, signora, se non
le dispiace.

TILDE

Quanto poi ai doveri che lei tiene a rinnegare, io, invece, loderei
molto l'uomo che all'et sua credesse di avere per lo meno quello di non
andare a cercar moglie negli educandati. Perch, senta,  qui che casca
l'asino.

ERNESTO

 qui che casca l'asino.

TILDE

Lei mi chiede la mano di mia sorella Bice, a quel che pare.

ERNESTO

A quel che pare.

GUSTAVO

    _(fa un lievissimo cenno con la testa.)_

TILDE

La chiede o non la chiede?

GUSTAVO

La chiedo, s, la chiedo.

TILDE

E non trova che la sua et sia un ostacolo?

GUSTAVO

No.

TILDE

Ecco, ecco, questo  il punto su cui non siamo d'accordo.

ERNESTO

Questo  il punto.

TILDE

Ebbene... parliamone a lungo della sua et.

GUSTAVO

A lungo, poi, perch?... La cosa non  eccessivamente complicata.

ERNESTO

_(con zelo)_ Ne ha appena cinque meno di me. Io ne ho cinquantadue
suonati; sicch....

GUSTAVO

_(con dissimulata rabbia)_ Il conto  bell'e fatto!

TILDE

E non  confortante. Io sono convinta che lei, bench uomo di moltissimo
spirito, quando vuole esercitare i suoi incontestabili fascini su
qualche fanciulla, sente la necessit di imitare le donne....

ERNESTO

_(a Gustavo, accostandoglisi con la sedia)_ Tu imiti le donne?!

TILDE

_(continuando)_ Sente cio la necessit di calarsi un pochino gli anni.

ERNESTO

_(a Gustavo, accostandoglisi ancora di pi)_ Ti cali gli anni?

GUSTAVO

Non mi seccare, tu.

ERNESTO

Io non capisco! _(A Gustavo, continuando ad accostarglisi)_ Hai nascosta
alla Bice la tua vera et?!

TILDE

Se l'abbia nascosta alla Bice non so...

ERNESTO

E allora a chi?

GUSTAVO

_(a Ernesto)_ Fammi la grazia di non interloquire sempre!

TILDE

_(a Gustavo)_ Lasci pure che mio marito la difenda.

ERNESTO

_(a Gustavo, urtando con la sua sedia in quella di lui)_ Ma s, lascia
che io ti difenda. Oltre che alla Bice, su quali ragazze hai esercitati
i tuoi incontestabili fascini? Su nessuna. Tu sei una persona cos
delicata, cos scrupolosa, che se avessi fatta la corte ad altre
fanciulle le avresti sposate.

TILDE

Tutte quante?!

ERNESTO

_(a Tilde)_ Per modo di dire. Voglio intendere che l'unica fanciulla
ch'egli abbia corteggiata  la Bice.

BICE

Me l'ha giurato!

ERNESTO

Glie l'ha giurato.

TILDE

Sarebbe disposto il signor Gustavo a confermare il suo giuramento
dinanzi a me?

GUSTAVO

_(vorrebbe tergiversare, e non trova le parole)_ Ma veda, signora....

BICE

_(segue il dibattito in preda alla pi viva emozione.)_

ERNESTO

_(a Gustavo)_ Io non t'ho mai visto cos impacciato. Avevo in animo di
patrocinare la tua causa, ma il tuo contegno avvilisce anche me. Io mi
smonto facilmente, e quando non capisco, peggio di peggio. Vorrei
sapere, se non altro, che cos' che ti ha trasformato a tal punto.

TILDE

 evidente: la mia presenza.

ERNESTO

_(a Gustavo)_ Difatti, nello scorgere mia moglie, hai allibito, hai
tremato. M' parso che ti cogliesse un malanno. Hai perfino pronunciato
delle parole sconcludenti.

GUSTAVO

_(cercando un'intonazione di calma relativa)_.... Alla loro cortesia
domanderei la sospensione di questa angosciosa seduta. _(Si alza.)_

ERNESTO

Ah no! Abbi pazienza: io desidero che tu mi dica subito la ragione per
cui davanti a mia moglie non ti riesce di ritrovare il calore che avevi
addimostrato per questo matrimonio.

TILDE

Ma parli, parli. Se ha qualche cosa da rivelare, la riveli.

BICE

_(agitatissima)_ Parli, signor Gustavo.

GUSTAVO

_(comprimendosi)_ Via, mi permettano di prendere licenza.

    _(Si alzano tutti.)_

ERNESTO

_(inquieto, irritato)_ Non  il momento di prendere licenza questo. Qui
sotto c' un mistero. Mia moglie ti sfida a fare una rivelazione. Non so
se questo sia segno della sua tranquillit d'animo o della sua audacia.
Io sono all'oscuro.  da te che aspetto la verit.

TILDE

_(a Gustavo)_ Lei  troppo cavalleresco per tollerare che mio marito
continui a ferirmi con le sue bizzarre supposizioni.

GUSTAVO

_(fremendo)_ Ah!  la verit che si vuole da me? La verit tutta
intera?... _(A Ernesto)_ S, io mi sono ostinato a tacerla sinora per
non addolorare la signorina Bice, che non pu vedere le cose nel loro
vero aspetto, ma l'ho taciuta anche per deferenza verso tua moglie.
Perch, se il tranello che mi ha teso ha provata la mia balordaggine,
non  poi di tal genere che una dama come lei se ne possa vantare!

TILDE

Lei mi attacca alla baionetta!?

GUSTAVO

_(a Tilde)_ Corpo a corpo, come ha fatto lei.

ERNESTO

Corpo a corpo?!

GUSTAVO

_(a Ernesto, concitandosi)_ Mediante un pretesto di cui scioccamente non
ho scorto l'artificio, quando ero solo in questo salotto, mi si 
cacciata dinanzi un fac-simile di educanda.

TILDE

_(seccamente)_ Dolores.

ERNESTO

Una spagnuola?

GUSTAVO

Ma che spagnuola! Si chiamava Dolores come si sarebbe potuta chiamare
Fif, Mim, Nin, Lil. Il nome non conta. Quello che conta  che costei
mi ha tratto in una ragnatela invisibile con la pi abile esperienza
della seduzione femminile. Quello che conta  che, dopo tutto, questa
educanda apocrifa, suscitando in me qualche vivacit galante e
compiacendosi di qualche mia manifestazione imprudente, nell'insidioso
giochetto ci ha rimesso del suo.

TILDE

_(energicamente)_ No che non ci ha rimesso nulla!

GUSTAVO

_(con forza)_ Ah s, o signora. Una donna che si lascia stringere, sia
pure per un istante, fra le braccia di un uomo che ha conosciuto da
pochi minuti, perde nel breve contatto per lo meno quel tanto che egli
ci guadagna.

BICE

_(prorompendo)_ Ma dunque lei, signor Gustavo, non  che un mentitore?!

GUSTAVO

Un mentitore, no, perdinci!

BICE

S, mi ha mentito, mi ha ingannata.... E il giorno in cui doveva
chiedere la mia mano, ha stretto fra le braccia la signorina Dolores...
proprio come voleva fare con me ieri sera.

ERNESTO

_(interrompendo -- a Gustavo)_ Proprio come volevi fare con lei!!!

BICE

Tilde! Tilde! Mi sento morire!... Sono morta! _(Si abbandona fra le
braccia di Tilde, piangendo.)_

ERNESTO

_(a Gustavo)_ Lo vedi quello che fai? Fai morire la gente.

TILDE

No, piccina mia, no,... non c' da morire. Anzi, questa  la guarigione,
 la salvezza. _(Sorreggendola e conducendola amorosamente)_ Vieni,
vieni... La tua Tilde ti spiegher minutamente come sono andate le cose.
Vedrai che sono andate molto bene; e vedrai che la signorina Dolores ti
ha reso un gran servizio, come te l'avrebbe potuto rendere... una
sorella.

    _(Escono a destra.)_

ERNESTO

_(che ha ascoltato dappresso, e con acuta attenzione, ci che Tilde ha
detto a Bice, riflette, e quindi afferma:)_ Io... non ho capito
perfettamente nulla! In conclusione, che c' di vero in tutta questa
faccenda?

GUSTAVO

_(uscendo fuori dai gangheri)_ E dgli ad annoiarmi, e dgli a vessarmi,
e dgli a farmi dire tutto ci che non vorrei. Ti ho raccontata la
verit. Che altro pretendi da me?

ERNESTO

_(con violenta asprezza)_ Pretendo di sapere chi era la sedicente
educanda, che ha avuta la spudoratezza di farsi abbracciare!

TILDE

_(tornando dalla destra.)_ Presente!

ERNESTO

_(con tragico furore)_ Disgraziata! _(Si frena. Pausa.)_ Sta bene!

    _(Un silenzio.)_

GUSTAVO

_(freddamente, a Tilde)_  soddisfatta?

TILDE

_(con pari freddezza)_ Io, s. E lei?

GUSTAVO

_(vorrebbe rispondere. Ingoia la risposta.)_ Riverisco, signora!

TILDE

Rrrriverisco!

GUSTAVO

_(rabbiosamente)_ Addio, Ernesto.

ERNESTO

_(fra i denti)_ Addio!

GUSTAVO

    _(esce.)_


SCENA VII.

ERNESTO, TILDE, NINO.


ERNESTO

_(si avvicina a Tilde, grave e minaccioso, con le braccia incrociate, e
le si ferma dinanzi)_. Ed ora... a noi due!

NINO

_(non visto da lui, con in mano una stecca di bigliardo, a passo lieve,
entra dalla porta a sinistra, e si avanza sino alle spalle di Ernesto, a
cui la punta della stecca sfiora quasi l'orecchio.)_

TILDE

_(a Ernesto, con semplicit, indicando Nino)_ Cio... a noi tre!

ERNESTO

_(si volta, e, vedendo Nino, ha il solito sussulto)_ Eh?!... _(Con
subitanea risoluzione, andando via rapidamente dal fondo)_ Ah no! Ah
no!... Ah no!

    _(Sipario.)_




ATTO TERZO.

_Lo stesso salotto -- illuminato. La porta di fondo, aperta. Si notano
nella stanza, proprio dinanzi alla porta contigua, dei grandi specchi
che nell'atto precedente non c'erano._


SCENA I.

GUSTAVO _ed_ ERNESTO


GUSTAVO

_( solo, in un canto, sdraiato su d'una gran poltrona. Accende un
avana. Fuma. Sbadiglia.)_

ERNESTO

_(entra a lenti passi da una porta laterale, cogitabondo. Vedendo
Gustavo)_ Solo soletto, eh?

GUSTAVO

Solo soletto. Ho cenato bene e faccio il mio chilo.

ERNESTO

Io, no.

GUSTAVO

Perch ti sarai abbandonato alle danze.

ERNESTO

Ho altro che danze per la testa!

GUSTAVO

Non mi dire quello che hai... per la testa, perch non me ne importa
niente!

ERNESTO

_(sogghignando)_ Il signor Nino mi va fuggendo. Tutta stanotte non ha
fatto che evitarmi.

GUSTAVO

E te ne rammarichi? Ti adiravi tanto del suo ostinato attaccamento!

ERNESTO

Va bene, me ne adiravo. Ma se ora mi va fuggendo, significa che ha la
coscienza lesa. E significa pure che non ha pi bisogno di
appiccicarmisi addosso.  chiarissimo. Ha gettata l'ncora in porto!

GUSTAVO

Sei troppo tortuoso nei tuoi sillogismi. _(Sbadigliando)_ Mi confidi
piuttosto perch hai dato questo ballo?

ERNESTO

Non l'ho dato io, lo ha dato mia moglie.

GUSTAVO

In occasione di che?

ERNESTO

Per fare esordire in societ sua sorella: la tua ex fidanzata.

GUSTAVO

Ah, ecco.

ERNESTO

_(per punzecchiarlo)_ Non l'ami pi?

GUSTAVO

Dopo sette mesi!?... Capirai che  la vista della tavola apparecchiata
ci che stuzzica un po' l'appetito a chi soffre d'inappetenza. Tua
moglie si prese la briga di sparecchiarmela, e io mi sono rassegnato
all'inappetenza cronica.

ERNESTO

_(siede sospirando)_ Mah!

GUSTAVO

_(sospira anche lui)_ Mah!

_(Pausa.)_

ERNESTO

Hai mai fatta la cura dell'elettroterapia?

GUSTAVO

La sola cura possibile  quella che volevo fare io cominciando con
l'adornare di fiori d'arancio una bella fanciulla estremamente
fanciulla.

ERNESTO

_(con enfasi triste)_ Per poi finire con l'esserne estremamente adornato
in un modo diverso!

GUSTAVO

Sei diventato molto malinconico. Sembri l'Amleto dei mariti.

ERNESTO

Perch l'Amleto?

GUSTAVO

Essere o non essere!

ERNESTO

Essere o non essere... che cosa? _(Nervoso)_ Aggiungi pure la brutta
parola che hai omessa per convenienza. Non me ne ho a male. Anzi!

GUSTAVO

Hai una gran voglia di sfogarti. Ma io non ho nessuna voglia di
ascoltare i tuoi sfoghi.

ERNESTO

_(si alza e gli si accosta confidenzialmente, quasi misteriosamente.
Poi, lo interroga:)_ A te che te ne pare: -- Lo sono o non lo sono?

GUSTAVO

_(con seriet)_ Dio, meriteresti di esserlo. Ma si vedono tante
ingiustizie su questo mondo!

ERNESTO

Insomma, di quel signor Nino, tu che ne pensi?

GUSTAVO

Penso che  un bravo ragazzo e che non pu darti pi nessun fastidio
visto che da un paio di mesi si  dedicato completamente alla tua
cognatina.

ERNESTO

Alla tua ex fidanzata?!  una finta, caro mio.  una manovra!

GUSTAVO

Io sono il suo consigliere. A me risulta che non  una finta.

ERNESTO

E tu ti fai infinocchiare da quel ragazzo?!

GUSTAVO

Come sei noioso! Lasciami un po' dormire, che ho sonno. E poi non senti
il voco degl'invitati che cominciano ad andarsene? Avresti il dovere di
salutarli, almeno.

ERNESTO

Perch?

GUSTAVO

Non sei il padrone di casa?

ERNESTO

Io sono il padrone di casa? Ah gi, me n'ero dimenticato! _(S'avvia
verso il fondo. Giunto alla porta, si ferma. Quindi, ritorna d'un
subito, prende una sedia e siede immediatamente dietro alla poltrona di
Gustavo)_ Io sono convinto che il ragazzo si  dedicato a mia moglie e
non a mia cognata.

GUSTAVO

E se ne sei convinto, a che scopo, santo cielo, vieni ad affliggere me?

ERNESTO

Senza nessuno scopo, ma tu non puoi lavartene le mani. Non hai forse
contribuito non poco alla mia disgrazia?

GUSTAVO

Ma che altro vai arzigogolando, adesso?

ERNESTO

Sicuro. Il giorno della famosa canzonatura che ti fece mia moglie, tu,
inferocito verso di lei, caricasti le tinte del tuo racconto; e io,
credendo che fosse accaduto chi sa che cosa, mi ruppi definitivamente
con lei.

GUSTAVO

Ebbene?

ERNESTO

Se quel giorno io avessi invece ripresa la posizione, avrei sbarrata la
strada al nemico! Il quale non sarebbe padrone del campo!

GUSTAVO

_(svogliato)_ Ma lascia andare!

ERNESTO

_(scattando in piedi, furibondo)_ Che io lasci andare?! Ti garantisco,
perdio, che appena questo piccolo furfante me ne d l'incentivo, faccio
scoppiare una catastrofe! Io non cerco che un pretesto, e lo trover. Oh
se lo trover!

GUSTAVO

Commetteresti semplicemente una corbelleria. Quando non ci sono delle
prove....

ERNESTO

_(accalorandosi sempre di pi)_ Ma io dico: che interesse hai tu a fare
il salvatore del signor Nino? Non ne cavi nulla, per tua norma. Se non
ci sono delle vere prove, ci sono degl'indizi gravissimi. Ah s, quando,
sul principio, il ragazzo mi assediava con le sue cerimonie, io, lo
confesso, non vedevo in lui che un precoce seccatore: il seccatore nato,
il seccatore di genio! Ma ben presto ebbi il sospetto ch'egli assediasse
me per espugnare mia moglie. Seguendola dovunque, si atteggiava a
figlioccio. Era un figlioccio eccessivamente devoto ed eccessivamente
servizievole. E mille altre sfumature hanno alimentato man mano il mio
convincimento: ora un'occhiata di mia moglie, ora l'imbarazzo di lui,
ora l'imbarazzo di tutti e due....

GUSTAVO

Tu sei impressionabile. Te lo sento ripetere da tanto tempo! Data la tua
impressionabilit, questi sono degli indizi che non hanno alcuna
importanza.

ERNESTO

No, mio caro Gustavo, questa volta non c'entra la mia impressionabilit.
_(Arrabbiandosi)_ Non m'irritare di pi con le tue attenuanti! Io sento
di essere quello che sono e non c' da discutere.  inutile! Su ci non
ammetto discussioni!

GUSTAVO

Dunque, non discutiamo.

ERNESTO

_(incalzando)_ Convieni che il giovanotto si fa giuoco di me?

GUSTAVO

_(perdendo la pazienza)_ S!

ERNESTO

Convieni che io sono ingannato come l'ultimo dei mariti?

GUSTAVO

S!

ERNESTO

Convieni che ho ragione d'esserne convinto?

GUSTAVO

S!

ERNESTO

_(con furore)_ E credi giusto ch'io sia preso per un imbecille?

GUSTAVO

S!!

ERNESTO

Va all'inferno anche tu! _(Esce correndo dal fondo.)_

GUSTAVO

_(respirando)_ Ah! _(Prende un cuscino e lo mette sulla spalliera della
poltrona. Vi si sdraia pi comodamente come per sonnecchiare.)_

_(La spalliera di questa poltrona  molto alta, e alti ne sono i
bracciuoli. Sicch, chi entra dal fondo, non pu accorgersi della
presenza di GUSTAVO)._


SCENA II.

GUSTAVO, BICE, NINO.


BICE

_(di dentro)_ Dove mi conducete?

NINO

_(sulla soglia della porta in fondo)_ Io voglio imparare. In questo
salotto recondito potrete darmi scrupolosamente la vostra lezione di
boston. _(Entra.)_

GUSTAVO

_(tra s)_ Cupdo in flagrante!

BICE

_(arrestandosi presso l'uscio)_ Qui siamo soli a dirittura. Tilde ci
sgrider.

NINO

La signora Tilde non se ne avvedr neppure.  intenta agli onori di
casa. Venite. Mi dicevate ch'io faccio il passo troppo stretto?

BICE

_(avanzandosi)_ Troppo stretto. Ed  perci che restate sempre al
medesimo posto.

NINO

Insegnatemi il passo pi lungo.

BICE

Voi fate cos... _(Esegue.)_

NINO

_(canticchia la musica del boston per darle il ritmo.)_

BICE

E invece, no, no. Bisogna fare cos.... _(Esegue di nuovo per precisare
i passi della danza.)_

NINO

    _(canticchiando, guarda attentamente.)_

GUSTAVO

_(alzandosi)_ E facendo cos, non c' pi pericolo di restare al
medesimo posto.

BICE

_(fermandosi quasi impaurita)_ Oh!

NINO

_(sorpreso)_ Eravate qui? Non vi si vedeva punto in quella poltrona.

GUSTAVO

Ma io mi sono affrettato a mostrarmi. Sarebbe stata una indelicatezza da
parte mia assistere, non visto, ad una lezione di boston data da una
bella fanciulla a un bel giovanotto.

BICE

... Ritorniamo in sala, signor Nino! Andiamo via.

GUSTAVO

Perch? Spetta a me di andar via. Tanto, ci sono abituato. Oltre di che,
sono troppo buon amico di Nino per avere la crudelt di sottrarlo
all'insegnamento... del passo pi lungo. _(A Nino)_ Del resto, bench la
signorina Bice non lo creda, sono anche uno zelante amico di lei. Voi,
Nino, potete attestarlo.

BICE

Io la supplico, signore, di non occuparsi di me.

GUSTAVO

Ecco l'ingratitudine!

NINO

Non la mia.

GUSTAVO

Ah! l'ingratitudine vostra poi non la sopporterei. Siete gi in
condizione di esercitarvi al boston in un salotto recondito: non
negherete, spero, che io abbia un po' contribuito coi miei suggerimenti
a questi rapidi progressi. _(In mezzo, tra l'uno e l'altra, rivolgendosi
a Bice)_ Non contesto di certo l'efficacia del reciproco fascino. Ma gli
 che una fanciulla dotata di grazie e di virt eccezionali  per l'uomo
come una plaga remota, come una terra sconosciuta. Lo sapete voi quello
che accade in fatto di terre sconosciute? Un bel giorno, qualcuno ha
un'ispirazione geniale e indica all'umanit un punto inesplorato del
globo. Se egli avesse i mezzi per esplorare, non ci penserebbe due volte
e, fiducioso, si metterebbe in cammino.  su per gi la storia di
Cristoforo Colombo. Orbene, quello della ispirazione sono stato io. I
mezzi non li avevo e nessuno poteva darmeli. Ma avr sempre il diritto
di vantarmi d'avervi additata a questo ardente viaggiatore, il quale non
ha che a volere.... per compiere degnamente l'impresa gloriosa! _(A
Nino)_ Dico giusto, mio giovane amico?

NINO

_(confuso)_ In verit.... io non intendo...

GUSTAVO

Ma che cosa c' da non intendere? La plaga remota _(indicando Bice)_ 
gi, viceversa, alle viste. Avanti, dunque! Preparatevi a dare il vostro
nome, come Amerigo Vespucci, alla terra su cui farete fiorire... la
civilt coniugale. _(Mutando tono: paternamente a tutti e due)_ Sentite
a me, ragazzi miei: non vi perdete in danze inutili. Seguite l'impulso
del vostro cuore, non quello dei vostri piedi. E se riuscirete, com'
presumibile, a mettervi d'accordo, non dimenticate che io, in un modo o
nell'altro, sono stato un po', tra voi, il tratto d'unione. Non crediate
che io abbia l'idea di esserlo anche in avvenire. Non mi ci divertirei.
Ma, in compenso, nei vostri momenti felici... rivolgete un pensiero
all'amico lontano! _(Li guarda.)_

BICE _e_ NINO

    _(abbassano gli occhi.)_

    _(Un silenzio)_

GUSTAVO

No?... Pazienza: nemmeno questo! _(Via dal fondo.)_


SCENA III.

BICE _e_ NINO. _Poi_ GUSTAVO _e_ TILDE.


BICE _e_ NINO

_(restano a gran distanza, molto impacciati e alquanto sbalorditi.)_

BICE

_(dopo una pausa)_ Signor Nino...

NINO

Signorina Bice....

BICE

Io vorrei che mi diceste una cosa.

NINO

Io vorrei dirvene cento.

BICE

_(con urgenza)_ Vorrei che mi diceste schiettamente schiettamente, ma
proprio schiettamente... _(pentendosi d'aver cominciato)_ che ora .

NINO

_(consulta il suo orologio)_ Non ho nessun motivo per nascondervi... che
sono le quattro e mezzo meno due minuti.

BICE

Meno due minuti?!...

NINO

_(sospirando malinconicamente)_ S.

BICE

Siete triste?

NINO

Un poco.

BICE

Ed  perci che volevo domandarvi... _(s'interrompe.)_

NINO

    _(cava fuori di nuovo l'orologio.)_

BICE

No, basta con l'orologio!

NINO

Credevo che....

BICE

_(a un tratto)_ Perch vi hanno turbato le parole del signor Franchesi?

NINO

Non so.... Tutta quella faccenda dell'esplorazione: l'impresa
gloriosa... la plaga remota... la terra sconosciuta... Cristoforo
Colombo... Amerigo Vespucci...

BICE

Quel signore diceva delle sciocchezze per tormentarci.

NINO

Questo no, non mi pare.  lui che mi ha spinto verso di voi. Ci che mi
turbava era il riflettere che su questo mondo non si pu sempre... far
fiorire la civilt... dove si vuole.

BICE

L'avete, dunque, capito che c' un ostacolo?

NINO

_(sorpreso, ansiosissimo)_ Io l'ho capito, ma... quale sarebbe secondo
voi?

BICE

_(dolorosamente, con semplicit)_ Mia sorella.

NINO

_(scattando)_ Come?! Voi sapete?...

BICE

Purtroppo!

NINO

Sapete che vostra sorella...?

BICE

Non ha simpatia per voi.

NINO

_(tranquillandosi)_ Ah... meno male!

BICE

Meno male?!

NINO

S, dico... non ha simpatia per me. Questo  l'ostacolo. Meno male...
che l'avete notato.

BICE

Non ci voleva molto a notarlo, perch qualche tempo fa era precisamente
il contrario. Vi trattava con tanta affezione che voi la chiamavate
mammina.

NINO

E lei mi chiamava _bb_.

BICE

Ma quando ebbe qualche confidenza da me, a poco a poco si  mutata. Non
le piacete pi. _(Desolata)_ E se non piacete pi a lei, come si fa?

NINO

Mi pareva che non fosse indispensabile.

BICE

A no!  indispensabilissimo! Al suo volere io non potrei ribellarmi.
Tilde ha tanta competenza!

NINO

_(risoluto)_ E allora...

BICE

_(rianimandosi)_ Cercherete di piacerle nuovamente?

NINO

_(con un moto di spavento)_ No!... _(Ripigliandosi)_ Cio, senza dubbio:
cercher di piacerle nuovamente.

BICE

E vinceremo ogni ostacolo, non  vero?

NINO

_(risoluto)_ S, s, vinceremo ogni ostacolo! _(Con infrenabile vivacit
amorosa)_ Sediamo, parliamo, parliamo ancora, parliamo tanto, diciamoci
ogni cosa!

_(Siedono subito l'uno di faccia all'altro, molto da presso, nel mezzo
della camera, infervorati in un crescendo d'entusiasmo.)_

_(Contemporaneamente, TILDE e GUSTAVO, al cui braccio ella si appoggia,
compariscono nella sala attigua, in fondo, e GUSTAVO indica a TILDE la
giovane coppia.)_

BICE

_(continuando)_ Diciamoci ogni cosa.

NINO

Noi ci ameremo per tutta la vita.

BICE

Per tutta la vita!

NINO

Sempre vicini.

BICE

Sempre vicini!

NINO

Come in questo momento.

BICE

Come in questo momento!

NINO

_(esaltandosi)_ E anche un pochino di pi!

BICE

Che gioia!

NINO

_(prendendole ambo le mani)_ Io vi adoro! _(Glie le bacia con fuoco.)_

TILDE

_(staccandosi da Gustavo e avanzandosi con un impeto di severit)_ Ma
Bice!

BICE _e_ NINO

_(mandano un piccolo grido e scappano, l'una uscendo per la porta a
destra, l'altro per la porta a sinistra. Le due seggiole si
rovesciano.)_


SCENA IV.

GUSTAVO, TILDE, _poi_ NINO.


GUSTAVO

_(rialza le due sedie e, dopo un silenzio, guarda Tilde gettando una
specie di sospiro canzonatorio.)_ Non c' che fare! Sono le vicende
della vita! Non ve l'avevo preannunziato io?

TILDE

_(ostentando disinvoltura)_ Ma, in fondo, pretendereste d'averli fatti
innamorar voi, questi due ragazzi?

GUSTAVO

Modestia a parte, posso affermare di essermene occupato abbastanza.

TILDE

Mi congratulo che vi siate dato a questo genere di occupazioni; ma sono
dolente di dovervi accertare che essi si sarebbero innamorati anche
senza di voi.

GUSTAVO

Ci significa che era scritto ch'io fossi vendicato.

TILDE

Una vendetta che non fa male a nessuno non  una vendetta. Io sono
contentissima che Bice si sia innamorata di Nino e che Nino si sia
innamorato di Bice.

GUSTAVO

Come siete generosa!

TILDE

Non capisco.

GUSTAVO

Io, invece, capisco, e vi lascio. Questo  il momento della
_scena-madre_. L'ora  propizia. Di l non c' pi nessuno. I servi sono
intenti a sbarazzare il _buffet_. Vostro marito  andato a letto e,
forse, gi fa dei sogni... popolati di mogli tenerissime. Tutto tace.
Fra poco non si udr che la voce della giustizia!! Il reo, voglio avere
io il piacere d'introdurlo al cospetto di questo... divino tribunale.
_(Alla porta a sinistra:)_ Signor Nino!... Signor Ninetto!... _(Pausa)_
Amerigo Vespucci!

NINO

    _(entra subito, come una marionetta.)_

GUSTAVO

La signora Tilde ha due paroline da dirvi... a _quattr'_occhi.

NINO

_(riluttante)_.... Sono a vostra... disposizione, signora Tilde.

GUSTAVO

_(a Tilde)_ Avete sentito?  a vostra disposizione. _(Le si avvicina e
le parla piano)_ Superfluo aggiungere che sarei volentieri anch'io a
vostra disposizione. So che non prediligete gli uomini della mia et;
ma, nel caso, potrei, alla mia volta, camuffarmi da collegiale
diciottenne.

TILDE

E no! Cosa volete!... Sarebbe poi per me pi grave il disinganno.

GUSTAVO

Giustissimo! Non ci avevo pensato. _(Stringendole la mano)_ Buona notte!

TILDE

Buona notte!

GUSTAVO

_(a Nino)_ In bocca al lupo, caro Amerigo! _(S'inchina a Tilde)_ Servo!
_(Esce dal fondo.)_


SCENA V.

TILDE _e_ NINO.


TILDE

_(piegando le braccia)_ E cos?

NINO

.... Niente.

TILDE

Ah? Niente? _(D uno sguardo alla stanza attigua a destra, chiude
l'uscio e si riaccosta a Nino.)_ A voi sembra onesto il vostro modo di
agire?

NINO

Io direi... parliamone domani. Se vostro marito ci sorprendesse in
colloquio a quest'ora!

TILDE

Ci pensate adesso a mio marito?

NINO

Ci penso adesso. Egli non mi guarda in cagnesco che dal giorno in cui
non c' pi nulla tra voi e me.  strabiliante! Apre l'ombrello quando
la pioggia  cessata. Intanto, questa sua gelosia in ritardo 
pericolosa.

TILDE

Tranquillatevi. Mio marito  andato a dormire e per questa notte non
correte nessun pericolo. D'altronde, domattina io mi trover da sola a
sola con mia sorella, e avr bisogno d'aver fatto molto bene i conti con
voi per compiere verso di lei il mio dovere. _(In tono di comando)_
Sedete!

NINO

_(quasi brontolando)_ Seder, ma non  prudente....

TILDE

Tanto meglio!

NINO

_(siede)_ Mi sono seduto.

TILDE

_(imperiosamente)_ Giustificatevi!

NINO

Subito.

TILDE

_(siede anche lei.) (Un silenzio.)_ Che cosa aspettate?

NINO

.... Aspetto di poter parlare.

TILDE

Io sono qui per ascoltarvi. Vi ho detto: giustificatevi.

NINO

_(pauroso)_ Un momentino... Devo raggruppare le mie idee.

TILDE

_(con un esagerato gesto analogo)_ Volete che ve le raggruppi io?

NINO

Mi fareste grazia.

TILDE

Ve le raggruppo _(ripete il gesto)_, e ve le compendio: voi siete...

NINO

Io sono?

TILDE

Uno spudorato!

NINO

_(pacatamente convinto)_ Sono uno spudorato. _(Levandosi)_ Posso
andarmene?

TILDE

No!

NINO

    _(risiede.)_

TILDE

Ma ditemi, almeno: non sentite nel vostro animo le punture del rimorso?

NINO

... Le sento e non le sento.

TILDE

Secondo voi, vi siete regolato correttamente con me?

NINO

... Ardirei farvi notare... che dopo tre mesi e quattordici giorni foste
voi che mi deste il congedo.

TILDE

Io vi detti il congedo perch ero chiaroveggente. L'amore dell'uomo,
appena comincia a declinare, ha delle sfumature speciali, di cui egli
non ha coscienza, ma che alla nostra sensibilit non sfuggono mai.

NINO

Il mio amore aveva le sfumature?

TILDE

Le aveva, le aveva.

NINO

Io ve ne domando scusa.

TILDE

Non  di ci che dovete domandarmi scusa. Quello che mi esaspera  che
voi abbiate scelta proprio mia sorella per innamorarvi sul serio: mia
sorella che io adoro e a cui io stessa ho insegnato che l'amore d'un
giovane  il solo amore che offra a una fanciulla delle garanzie per
l'avvenire! Non potevate avere la mano pi sicura per crearmi una
dolorosa situazione.

NINO

_(sincero)_ Dolorosa, poi, non credo. La nostra relazione era cos
provvisoria...! Non riuscimmo mai a intenderci bene, non riuscimmo mai a
trovare veramente.... il punto di contatto.

TILDE

Il punto di contatto lo trovammo, ignorante!

NINO

Vuol dire che, forse, non fu sufficiente.

TILDE

_(con una crescente concitazione aggressiva)_ In altri termini, siete
voi che mi ammonite facendomi capire che per me ci voleva un amante
stagionato, stanto, logoro, capace solamente di diventare un secondo
marito, identico a quell'altro! E arrivate al cinismo ristucchevole di
augurarmi due mariti inutili, due mariti da non amare, due mariti da
tradire?! Ah! ma voi non siete neanche un cinico: voi siete un
carnefice!

NINO

Decisivamente devo star sognando ad occhi aperti. Io vi auguro di avere
due mariti?... Io vi auguro di tradirli tutti e due?... Al contrario,
signora Tilde, al contrario! L'augurio che io vi faccio con tutto il
cuore  di non tradir pi nemmeno quello che avete.

TILDE

E gi! Vorrei veder voi al mio posto!

NINO

Sarebbe imbarazzante per lui. Ma io al vostro posto, non lo tradirei...
proprio per non avere tutti i fastidi che voi avevate per causa mia. Mi
straziavano l'anima!

TILDE

_(con durezza)_ Vi straziavano i fastidi che avevate voi, egoista, non
quelli che avevo io!

NINO

Oh! i miei erano martir a dirittura.

TILDE

E me lo dite in faccia?!

NINO

Non si godeva mai d'un minuto di pace, signora Tilde! Se ripenso anche
alle pi innocue conversazioni che noi avevamo in questo salotto, mi par
di rivedere vostro marito comparirmi dinanzi come un fantasma
implacabile!

TILDE

Ma cos'? Vi ha forse ammazzato, qualche volta?

NINO

Che c'entra! Voi, poverina, nella stanza da cui egli soleva capitarci
addosso _(indica la stanza in fondo)_ avevate fatto mettere quel po' po'
di specchi affinch vi annunziassero il suo arrivo....

TILDE

E dunque!? _(Volge lo sguardo verso gli specchi e resta a contemplarli,
scrollando il capo.)_

NINO

Non ero ammazzato, ma io morivo lo stesso. _(Descrivendo con una
reminiscenza di sincero terrore)_ Appena egli era visibile nei riflessi
di quegli specchi, mi avvertivate sotto voce: attento,  lui! E allora
si mutava discorso. Dio mio, che colpo in testa era per me
quell'attento,  lui! Al suo apparire io mi sentivo perduto, mi
sentivo annientato! Per quelle terribili apparizioni, signora Tilde, io
sono morto per lo meno dieci volte al mese! _(Subito per attenuare)_ Con
ci non voglio dire che non abbiamo passate insieme delle ore
dolcissime. Ma si! _(Con slancio)_ Noi ci siamo amati, noi ci siamo....

TILDE

_(piano)_ Attento,  lui!

NINO

_(sobbalzando atterrito)_ Che dite mai!?

TILDE

_(pianissimo)_ Mutate discorso.

NINO

Noi ci siamo... noi ci siamo _(alzando la voce)_... divertiti
immensamente a questa festa.

TILDE

Pi forte!

NINO

_(gridando molto)_ Noi ci siamo divertiti immensamente a questa
terribile festa... cio... a questa magnifica festa!


SCENA VI.

TILDE, NINO, ERNESTO.


ERNESTO

_(soffermandosi in fondo, sarcastico e grave, con in una mano un
cappello e un bastone, nell'altra un palt)_ Ed  forse per ci che ci
fate l'onore di essere ancora qui.

TILDE

Aspettava te per salutarti.

NINO

_(al colmo dell'imbarazzo)_ Difatti... aspettavo voi. _(Si alza.)_

ERNESTO

_(sottolineando)_ Ufficialmente, io era andato a letto.

TILDE

Ma egli aveva intuito che non ci eri andato....

NINO

... L'avevo intuito.

ERNESTO

_(a Nino, guardandolo e sogghignando)_ Siete tutto scalmanato! Siete
tutto vibrante!

NINO

... L'entusiasmo....

ERNESTO

... per questa _terribile_ festa....

NINO

Una festa sorprendente!

ERNESTO

_(ricalcando)_ Sorprendente. Benissimo. Sorprendente.

TILDE

E tu, che fai? Esci alle cinque della notte?

ERNESTO

No, cara signora. Non esco.

TILDE

E questo palt? Questo cappello? Questo bastone?

ERNESTO

Appartengono al signor Nino. _(Martellando le sillabe)_ Ho avuto cura di
portarglieli, perch, essendo le cinque della notte, ho supposto che
egli volesse lasciarci.

NINO

_(tentando d'essere cerimonioso)_ Non c'era bisogno che v'incomodaste.

ERNESTO

_(porgendo a Nino bastone, cappello e palt)_ Ecco servito, signor Nino.

NINO

Grazie mille! _(Li prende, e, dopo averli guardati da tutte le parti,
osserva timidamente:)_ Non sono i miei, ma fa lo stesso.

ERNESTO

_(dignitoso)_ E vi ci dovete rassegnare. Nel guardaroba non c'
_(rabbiosamente, tornando a martellare le sillabe)_ nessun altro
bastone, nessun altro cappello e nessun altro palt! _(Con durezza
irosa)_ Voi siete l'ultimo... _(contenendosi)_ ad andar via.

NINO

... Sono l'ultimo?

ERNESTO

E siete anche... il primo!...

NINO

_(interrompendo)_ Troppo buono!

ERNESTO

_(continuando con la stessa durezza)_... il primo che mi abbia fatto
intendere sino a qual punto io sia buono.

TILDE

_(alzandosi energicamente)_ Ernesto!

ERNESTO

Che c'? Di che temete?

TILDE

Temo che tu non ti accorga di quello che dici al signor Nino.

ERNESTO

_(concitato)_ Vi prego, o signora, di non provocarmi per conto suo. Io
sono in casa mia e non posso....

TILDE

_(con audacia)_ Che cos' che non puoi? Sentiamo. Un gentiluomo come te
sa quali forme abbia il dovere di serbare in casa propria o altrove,
qualunque sia la sua intenzione. Tu ce l'hai evidentemente con me e col
signor Nino. Parla. Di che ti lamenti?

ERNESTO

_(meravigliandosi e fremendo )_ Di che mi lamento io?!

TILDE

_(prendendo il disopra)_ Vorresti ch'io fossi pi severa con lui? Di':
questo vorresti? Io ti proibisco anzitutto di occuparti con tanta
acredine di una cosa che non ti riguarda.

ERNESTO

_(sempre pi fremente e meravigliato)_ D'una cosa che non mi riguarda?!

TILDE

_(insistendo nell'ambiguit per tormentare Ernesto e Nino)_ In ogni
caso, un giovane innamorato, che ama sinceramente, merita sempre di
essere un po' protetto.

ERNESTO

_(fuori di s)_ E dovrei essere proprio io il protettore?!...

TILDE

Ors, finiamola!

ERNESTO

Sono qui appunto per finirla!

TILDE

_(con accento grave)_ Riconosco che questa notte... _(mutando tono e
seguitando con disinvoltura)_... Nino e Bice avrebbero dovuto essere pi
convenienti e pi saggi...

ERNESTO

Nino e Bice?

TILDE

Riconosco... che hanno commesso un errore allontanandosi dalla sala per
tubare in questo salottino appartato, dove tu li avrai sorpresi come li
ho sorpresi io....

ERNESTO

Per tubare?

TILDE

Ma riconosco pure che l'amore, da cui sono stati guidati,  benefico per
l'uno e per l'altra.

NINO

_(rianimandosi)_ Mi pare che la signora Tilde sia nel giusto.

TILDE

_(con uno scatto severo e brusco)_ Non parlate ancora, voi!

NINO

    _(ne ha uno schianto di paura.)_

TILDE

_(a Ernesto, mostrando quasi d'intenerirsi)_ Io ho accolto in casa
cordialmente il signor Nino, che mi era stato molto raccomandato....

ERNESTO

_(interrompendola)_... da sua madre. Questo me lo ricordo.

TILDE

A lui non ho rifiutato n consigli, n appoggi, n fiducia. Non gli ho
rifiutato... nulla! Mi sono compiaciuta di sentirmi chiamare da lui
mammina, perch questa parola mi dava la dolce illusione ch'io avessi
fatto un figlio... per opera e virt dello Spirito Santo. Sarei quindi
d'una incoerenza imperdonabile se accondiscendessi ad avere per lui la
severit che nemmeno tu dovresti avere. Un affettuoso avvertimento da
parte tua, s, l'avrei trovato ragionevole, ed egli avrebbe avuto
l'obbligo di accettarlo. Tu sei un po' il mio babbo, e, per conseguenza,
sei un po' suo nonno...

ERNESTO

Ma che nonno!

TILDE

Senonch, adesso anche questo avvertimento giungerebbe inopportuno. Mi
permettete, Nino, di riferirgli bene quello che abbiamo detto?

NINO

_(come sui carboni ardenti)_... Se vi fa piacere....

TILDE

S, mi fa molto piacere....

ERNESTO

_(tuttora dubbioso e diffidente)_ E fa piacere soprattutto a me.

TILDE

Il signor Nino... mi ha chiesto la mano di Bice e io glie l'ho
accordata.

NINO

_(irradiandosi, esclama involontariamente:)_ Sublime!

TILDE

    _(gli saetta uno sguardo austero.)_

ERNESTO

_(con repentino mutamento di fisonomia, andando verso Nino come per
abbracciarlo)_ Mio carissimo Nino, voi siete... voi siete la perla dei
giovani! Io ho avuto sempre di voi una stima sconfinata, un'opinione
altissima. Ed  per questo appunto che mi dolevo che voi ricambiaste
l'ospitalit accordatavi da mia moglie col compromettere per chiasso
quell'angelo di fanciulla. Ma io prendevo un granchio fenomenale. Visto
che la vostra condotta  stata irreprensibile, io ritiro le parole che
ho pronunziate, ritiro il cappello, ritiro il palt, ritiro il
bastone... _(fa per riprendere bastone, palt e cappello.)_

NINO

_(impedendoglielo)_ No, signor Ernesto.  veramente assai tardi. Non
voglio pi abusare....

ERNESTO

Ma che tardi! Ma che abusare! Questa  casa vostra!

_(In tono altisonante)_ Voi avete trovato in mia moglie una seconda
madre....

TILDE

E ne troverete una terza in mio marito.

ERNESTO

Sicuramente!

NINO

Ne avr molte!

ERNESTO

Cio... _(a Tilde)_ Che mi fai dire!? _(a Nino)_ In me, voi troverete un
fratello. S, un fratello, perch il nuovo contributo di gaiezza che voi
porterete in questa casa mi far diventare vostro coetaneo.

TILDE

Non ci contare, sai. Nino ha gi deciso di stabilirsi a Roma.

ERNESTO

Peccato!

NINO

S, ho gi deciso. Ma spero che anche da lontano... io avr in voi e...
nella signora Tilde... due... due....

TILDE

Mettiamo due parenti affezionati, senza precisare il grado di
parentela.

NINO

Avr... due parenti affezionati senza precisare il grado di parentela.

ERNESTO

Come siete commosso! Qua, qua la vostra mano, giovanotto.

NINO

_(ha sopra un braccio il palt, nella mano diritta il cappello, nella
mano sinistra il bastone e i guanti. Per porgere in fretta la mano
diritta a Ernesto, s'impappina e affida il cappello alla bocca,
tenendone la falda tra i denti; sicch gli riesce quasi impossibile di
pronunziare le parole.)_ Signor Ernesto, io vi sono profondamente
grato....

ERNESTO

_(stringendogli forte la mano)_ Ma  mia moglie che dovreste piuttosto
ringraziare....

NINO

_(liberando la bocca dal cappello, si accosta subito solennemente a
Tilde e si dispone a parlare.)_

TILDE

Mio buon Nino, io vi dispenso dal discorso della vostra riconoscenza, e
perci potete rimettere il cappello in bocca.

NINO

_(meccanicamente fa per rimetterselo, ma si trattiene.)_

TILDE

_(continuando)_ Che se poi ci tenete davvero a mostrarvi riconoscente,
pensate a rendere felice mia sorella come io ho pensato a rendere felici
lei e voi.

NINO

_(con declamatoria veemenza espansiva)_ Signora Tilde, io....

TILDE

    _(lo arresta con uno sguardo minaccioso.)_

NINO

    _(esce difilato dal fondo.)_


SCENA VII.

TILDE _ed_ ERNESTO.


TILDE

T'era venuta la malinconia d'essere geloso?

ERNESTO

Una malinconia che  passata come una nube per cedere il posto
all'ebrezza!

TILDE

Sarei curiosa di sapere di che ti rallegri poi tanto.

ERNESTO

 lo spettacolo dell'amore che m'inebria, mia cara! La commozione di
quel giovanotto mi ha suggestionato. In tutta la mia persona io sento
ora come un soffio di primavera._ (Accendendosi)_ Tilde!...

TILDE

Che ti piglia?

ERNESTO

.... Non capisci?

TILDE

Ah.... Siamo alle solite!...

ERNESTO

_(con calore e presunzione, si slancia verso di lei come per trascinarla
seco)_ Ma vedrai, per bacco, come ti amo!

TILDE

_(scostandosi)_ Oh Dio!... Pensa che ho avuta la _corve_ degli onori di
casa.... No, grazie, Ernesto!... Sar... per un'altra volta. _(Esce a
destra.)_

ERNESTO

_(perdendo a un tratto l'entusiasmo, resta immobile. Indi, tra s:)_
Ecco: mi sono smontato!

    _(Sipario.)_


    FINE DELLA COMMEDIA.





Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, cos come le
grafie alternative (colazione/colezione e simili), correggendo senza
annotazione minimi errori tipografici.





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both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark.  Contact the
Foundation as set forth in Section 3 below.

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effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread
public domain works in creating the Project Gutenberg-tm
collection.  Despite these efforts, Project Gutenberg-tm electronic
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Gutenberg Literary Archive Foundation, the owner of the Project
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that arise directly or indirectly from any of the following which you do
or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.


Section  2.  Information about the Mission of Project Gutenberg-tm

Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
electronic works in formats readable by the widest variety of computers
including obsolete, old, middle-aged and new computers.  It exists
because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
people in all walks of life.

Volunteers and financial support to provide volunteers with the
assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
remain freely available for generations to come.  In 2001, the Project
Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
and the Foundation information page at www.gutenberg.org


Section 3.  Information about the Project Gutenberg Literary Archive
Foundation

The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
Revenue Service.  The Foundation's EIN or federal tax identification
number is 64-6221541.  Contributions to the Project Gutenberg
Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
permitted by U.S. federal laws and your state's laws.

The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
throughout numerous locations.  Its business office is located at 809
North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887.  Email
contact links and up to date contact information can be found at the
Foundation's web site and official page at www.gutenberg.org/contact

For additional contact information:
     Dr. Gregory B. Newby
     Chief Executive and Director
     gbnewby@pglaf.org

Section 4.  Information about Donations to the Project Gutenberg
Literary Archive Foundation

Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
spread public support and donations to carry out its mission of
increasing the number of public domain and licensed works that can be
freely distributed in machine readable form accessible by the widest
array of equipment including outdated equipment.  Many small donations
($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
status with the IRS.

The Foundation is committed to complying with the laws regulating
charities and charitable donations in all 50 states of the United
States.  Compliance requirements are not uniform and it takes a
considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
with these requirements.  We do not solicit donations in locations
where we have not received written confirmation of compliance.  To
SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
particular state visit www.gutenberg.org/donate

While we cannot and do not solicit contributions from states where we
have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
against accepting unsolicited donations from donors in such states who
approach us with offers to donate.

International donations are gratefully accepted, but we cannot make
any statements concerning tax treatment of donations received from
outside the United States.  U.S. laws alone swamp our small staff.

Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
methods and addresses.  Donations are accepted in a number of other
ways including checks, online payments and credit card donations.
To donate, please visit:  www.gutenberg.org/donate


Section 5.  General Information About Project Gutenberg-tm electronic
works.

Professor Michael S. Hart was the originator of the Project Gutenberg-tm
concept of a library of electronic works that could be freely shared
with anyone.  For forty years, he produced and distributed Project
Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.

Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
unless a copyright notice is included.  Thus, we do not necessarily
keep eBooks in compliance with any particular paper edition.

Most people start at our Web site which has the main PG search facility:

     www.gutenberg.org

This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
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